Fiducia nel futuro, ambizioni, budget: le due ore di dialogo
serrato con Mattia Croci-Torti Sebastian Pelzer e Martin Blaser, nell'insolita
cornice della Locanda della Masseria, vicino allo stadio, si possono riassumere
in questi tre termini. Il Lugano partirà sempre per vincere, consapevole
ovviamente dei limiti imposti dall'UEFA per le squadre partecipanti alle
competizioni europee. Anche nell'ipotesi più rosea, vale a dire avere sempre
l'AIL Arena piena a ogni partita, 8.000 sarà sempre un numero più basso di
28.000 e passa (le persone presenti all'ultima, ininfluente per la propria
classifica, partita dell'YB al Wankdorf).
Premesso questo, si vuole costruire una squadra fatta di
persone ambiziose, che vedano in Lugano una tappa magari importante per avere possibilità
di crescita e visibilità, in uno stadio nuovo dove si è rinunciato, per
esempio, al campo sintetico per avere una maggiore attrattiva per atleti che
avessero le caratteristiche di cui sopra.
Dopodiché, vanno fatte delle considerazioni. La prima è che,
a inizio stagione, sono diverse le compagini con obiettivi ambiziosi. Il FC
Lugano ha colto, per il quinto anno consecutivo, l'accesso all'Europa, nei
limiti concessi dal ranking svizzero. Squadre come l'YB, il Basilea, lo Zurigo
e il Servette non lo hanno fatto. In tutto questo, domenica a Cornaredo i
tifosi del FCB hanno sostenuto la squadra per tutto l'incontro. Dell'YB abbiamo
già scritto sopra. A dimostrazione che c'è la consapevolezza che sia molto,
molto difficile centrare certi obiettivi. Giusto, ovviamente, aspirare a
migliorare: ma non va dimenticato, per dire, il record di punti.
Un'ultima cosa: le polemiche con l'hockey. Abbiamo chiesto a
Martin Blaser se siano superabili, se si possano creare in futuro sinergie. Per
ora no, ci è stato detto. Ecco, noi siamo certi che, se uno svedese
appassionato di disco su ghiaccio venisse a vedere la Cornér Arena, e scoprisse
Cornaredo, con lo stadio vecchio colorato in bianconero, quello nuovo e il
palazzetto in costruzione, penserebbe che, come avviene alle sue latitudini,
esiste una polisportiva Lugano. La realtà, come sappiamo, è un'altra. Ecco,
forse dall'altro lato di via Sonvico si potrebbe iniziare a porsi qualche
domanda. Con calma, senza fretta. Non per far nascere una polisportiva, ci
mancherebbe: ma, almeno, per remare dalla stessa parte.
(Foto SP)