Pareggiando alla Fontenette il Bellinzona ha chiuso
perlomeno questa sfortunata stagione con un risultato positivo. Potremmo anche
dire che la squadra non è stata inferiore a quelle che l’hanno preceduta in
classifica. Gli stessi ginevrini, cui sono state concesse ben tre vittorie, il
Wil contro cui si è perso inopinatamente nella penultima giornata e lo Stade
Nyonnais dal quale ci si è fatti rimontare nei recuperi dopo la rete del
vantaggio di Rossier nei minuti finali e dopo avergliene lasciato tre (di
punti) in agosto. Punti persi che si sono cumulati a punti persi. Anche contro
avversari che non sono gli ultimi arrivati. Vedi - solo per fare due esempi - la
sconfitta contro il Vaduz (promosso in Super League!) al Comunale (0-1), gol
partita di Di Donno al novantesimo e quella al Grünfeld col neopromosso
Rapperswil Jona (2-1) al minuto 93’ (N’Dema) dopo che Sadiku aveva pareggiato
al 90’. Le possibili cause? Una difesa approssimativa (ma il problema, come
ripetutamente detto, parte dalla zona nevralgica del campo), ripetutamente in
palese sofferenza: per mancanza di concentrazione o incapacità di ‘contenere’
regolarmente l’avversario di turno? Lo spiegherebbero i tre calci di rigore
provocati nelle ultime tre partite (Lausanne Ouchy, Wil, Carouge). Si può forse
spiegare così la ‘via crucis’ di una squadra al cui timone si sono susseguiti
tre allenatori: Benavente, Gonzalez (Gonzalez chi?), Sannino.
Il tecnico, già Serie A, una volta conosciuto il suo gruppo,
ha sicuramente inciso dal punto di vista tecnico, tattico e mentale. Ma i
giocatori con cui ha dovuto lavorare erano questi. In difesa c’è bisogno di una
forte applicazione, i centrocampisti devono intercettare, contrastare e
spingere in profondità, in attacco ci vuole concretezza. Come dire, occorrono
gambe e testa.
Probabilmente il problema è già nato in ‘porta’. Nel senso
che si è verificato un problema di portieri. Alexander Muci, da pronto e
scattante, è andato calando: c’entra la preparazione? Per Elio Trochen potrebbe
invece essere ‘solo’ una questione di centimetri. Va da sé che un problema di
portieri c’è stato. Tanto vero che Sannino nell’ultima partita ha finito con il
mettere tra i pali Noah Godwin.
Concludendo, aldilà delle carenze tecniche che sono state
riconosciute da tutti, pensiamo di poter dire che il gruppo ha lavorato con
impegno. Se è mancata la qualità non è certamente colpa del Mister. Ora è
fondamentale impugnare il timone dell’ACB e tenerlo saldamente in mano.
Archiviato un campionato imperniato anche di sfortuna (non
mancheremo mai di sottolinearlo), adesso si rincorrono le voci più disparate.
Martedì Juan Carlos Trujillo incontrerà i giornalisti. Non dimentichiamo quanto
di buono ha fatto il patron. Con la speranza che i risultati negativi del campo
non nascondano altre ‘tempeste’.
(Foto Filippo Zanovello)