AC BELLINZONA
È mancata la qualità
Pubblicato il 19.05.2026 07:15
di Enrico Lafranchi
Pareggiando alla Fontenette il Bellinzona ha chiuso perlomeno questa sfortunata stagione con un risultato positivo. Potremmo anche dire che la squadra non è stata inferiore a quelle che l’hanno preceduta in classifica. Gli stessi ginevrini, cui sono state concesse ben tre vittorie, il Wil contro cui si è perso inopinatamente nella penultima giornata e lo Stade Nyonnais dal quale ci si è fatti rimontare nei recuperi dopo la rete del vantaggio di Rossier nei minuti finali e dopo avergliene lasciato tre (di punti) in agosto. Punti persi che si sono cumulati a punti persi. Anche contro avversari che non sono gli ultimi arrivati. Vedi - solo per fare due esempi - la sconfitta contro il Vaduz (promosso in Super League!) al Comunale (0-1), gol partita di Di Donno al novantesimo e quella al Grünfeld col neopromosso Rapperswil Jona (2-1) al minuto 93’ (N’Dema) dopo che Sadiku aveva pareggiato al 90’. Le possibili cause? Una difesa approssimativa (ma il problema, come ripetutamente detto, parte dalla zona nevralgica del campo), ripetutamente in palese sofferenza: per mancanza di concentrazione o incapacità di ‘contenere’ regolarmente l’avversario di turno? Lo spiegherebbero i tre calci di rigore provocati nelle ultime tre partite (Lausanne Ouchy, Wil, Carouge). Si può forse spiegare così la ‘via crucis’ di una squadra al cui timone si sono susseguiti tre allenatori: Benavente, Gonzalez (Gonzalez chi?), Sannino.
Il tecnico, già Serie A, una volta conosciuto il suo gruppo, ha sicuramente inciso dal punto di vista tecnico, tattico e mentale. Ma i giocatori con cui ha dovuto lavorare erano questi. In difesa c’è bisogno di una forte applicazione, i centrocampisti devono intercettare, contrastare e spingere in profondità, in attacco ci vuole concretezza. Come dire, occorrono gambe e testa.
Probabilmente il problema è già nato in ‘porta’. Nel senso che si è verificato un problema di portieri. Alexander Muci, da pronto e scattante, è andato calando: c’entra la preparazione? Per Elio Trochen potrebbe invece essere ‘solo’ una questione di centimetri. Va da sé che un problema di portieri c’è stato. Tanto vero che Sannino nell’ultima partita ha finito con il mettere tra i pali Noah Godwin.
Concludendo, aldilà delle carenze tecniche che sono state riconosciute da tutti, pensiamo di poter dire che il gruppo ha lavorato con impegno. Se è mancata la qualità non è certamente colpa del Mister. Ora è fondamentale impugnare il timone dell’ACB e tenerlo saldamente in mano.
Archiviato un campionato imperniato anche di sfortuna (non mancheremo mai di sottolinearlo), adesso si rincorrono le voci più disparate. Martedì Juan Carlos Trujillo incontrerà i giornalisti. Non dimentichiamo quanto di buono ha fatto il patron. Con la speranza che i risultati negativi del campo non nascondano altre ‘tempeste’.
(Foto Filippo Zanovello)