Il
suo talento è immenso, ha vinto molto eppure è incompreso e
discusso. Ha sempre vissuto di luce riflessa. Offuscato dal duo
Messi-Ronaldo.
Il racconto della sua carriera solo utilizzando numeri o cifre, minimizza la bellezza del suo stile, la fantasia dei suoi colpi, la
varietà tecnica del suo repertorio. Da un punto di vista prettamente
estetico non ha rivali. Le sue giocate sono impensabili. Eppure la
narrazione che si è imposta è quella di una carriera che è
scivolata via. E questo non ha permesso di cogliere appieno tutte le
sue potenzialità. Le ragioni sono molteplici, riguardano i media, ma
anche le sue scelte discutibili dentro o fuori dal campo. Il suo
sogno era quello di essere il migliore al mondo: un'ambizione umana.
Descritto come narcisista, antipatico O
Ney
ha capito che è difficile sentirsi felici e sereni, c'è l'età e il
contesto, si tratta di un programma complicato. L'Europa e l'Arabia
gli hanno consentito di diventare un milionario. Alcune sue
dichiarazioni, talune sue posizioni lo hanno scaraventato al centro
di roventi polemiche. Ma chi sono i calciatori? Di certo novelli
eroi, la contemporaneità li pone al di sopra del limite. Ma non sono
né esempi né testimonianze. Sono giocatori, la loro ragione
d'essere è la sfera. Neymar
è poi tornato nella sua casa: la terra è il Brasile; la squadra è
il Santos. Ancelotti, che è un grandissimo allenatore, doma il
presente con perspicacia e acume, ragiona con uno spirito forte ma pacifico, lo ha convocato, lo porterà al Mondiale. Si varca la soglia
della speranza e si entra in quella dove il desiderio da idea diventa
prassi. Così è (se vi pare).
(fonte
foto: YouTube)