GIRO D'ITALIA
È un Ganna stratosferico
Pubblicato il 19.05.2026 17:50
di Silvano Pulga
C'è qualcosa di straordinario, nelle gare a cronometro, nonostante a tanti non piacciano. Certo, gli attacchi in salita ovviamente fanno spettacolo, ci mancherebbe. Ma guardare Pippo Ganna spingere rapporti da oltre nove metri a pedalata (ci ha confessato, in sala stampa, di aver montato, oggi, davanti, un 64...), muovendo appena le spalle mentre mulina le gambe al ritmo di oltre cento pedalate al minuto, con quasi 500 watt di potenza espressa in taluni momenti, chiudendo a circa 55 km/h di media con il tempo complessivo di 45' 53" per fare 42 km, dopo aver raggiunto e superato 6 atleti partiti prima di lui, secondo noi è tanta roba. Poi, a casa, si può sempre cambiare canale, si capisce. Il vincitore, che ha inflitto al resto dei concorrenti distacchi da 1'54" in su, alla settima cronometro vinta al Giro d'Italia (eguagliato il numero di vittorie di Eddy Merckx contro il tempo nella corsa rosa) è apparso soddisfatto, e molto meno provato di quando lo avevamo visto precedere, a Desenzano, due anni fa, sua maestà Tadej Pogačar, in una battaglia sul filo dei secondi. In conferenza stampa, ha detto di aver scherzato con il grande favorito Jonas Vindegaard il quale, invece, soffre queste tappe: "Beh, io nelle tappe con 4.000 metri di dislivello, dove lui va fortissimo, ho grosse difficoltà. Dal momento che, nelle corse a tappe, sono di più queste occasioni, diciamo che il bilancio finale va a suo vantaggio". Dopodiché, per molti è un Giro dal destino segnato, con un Jonas Vindegaard decisamente di un altro livello, per quanto fatto vedere sinora. Tuttavia, pur avvicinandosi di parecchio ad Afonso Oliveira Eulálio, oggi, non è riuscito a togliere la maglia rosa al portoghese, vera sorpresa, sinora, della corsa rosa, dal momento che non era certo dato tra i favoriti alla vigilia, e che mantiene la testa della classifica con 27" di margine. Il danese, leader della classifica dei Gran Premi della montagna, l'ha presa con filosofia: non era questa la mia gara, ha detto nelle interviste a fine corsa; il Giro è ancora lungo, ha affermato, e ci sono ancora delle tappe di mio gradimento, dove proverò a fare la corsa. In conclusione, è ancora attrattiva la corsa rosa per i grandi campioni? Secondo qualcuno, meno di qualche anno fa, con tutto ciò che questo comporta: molti corridori di nome preferiscono non fare questa corsa dispendiosa a livello di energie, per provare a fare bene al Tour de France. Però, sinora, a livello di spettacolo, se ne sono viste di cose belle, complice anche un percorso decisamente duro e selettivo. E, con questo numero di arrivi in salita, altre se ne vedranno. Il problema, sicuramente, è la mancanza di un fuoriclasse in grado d'infiammare le folle che, in Italia, per dire, manca dai tempi dello Squalo Vincenzo Nibali. Insomma, servirebbe, nella vicina Penisola, per riaccendere la grande passione italiana per il ciclismo un Sinner della bicicletta. E, magari, perché no, anche un Roger Federer a pedali che possa fare lo stesso dalle nostre parti. 
(foto di S. P.)