Il suo è stato un sorriso sarcastico o rispettoso? Juan Carlos Trujillo ha detto la sua sulla cultura calcistica che vige a Bellinzona (magari in tutto il Ticino?). Sicuramente non conosce la storia dell’ACB, vissuta - come da tanti altri club, anche di livello superiore - tra alti e bassi. Ha tirato in ballo la gente, cioè i bellinzonesi, sottolineando che in città non c’è una cultura calcistica. Un’autentica eresia.
Nel suo mirino anche, e soprattutto, il Municipio. Vero che gli aveva steso il tappeto rosso (al contrario di quanto avvenuto con il precedente proprietario). Immaginava però che potesse diventare verde, il tappeto (in prospettiva futura). Non è andata così: “Non c’è stato il sostegno della Città!”. Lo ha percepito quando la Città è venuta in aiuto, per il calcio d’élite, di Giubiasco (USG). Esplicito: “Non si è trattato di un problema strutturale, l’ACB ne è venuta fuori penalizzata, non ho però ritenuto di andare al TAS”. (Lungaggini e ‘verdetto’ incerto). Vero che un simile procedimento avrebbe fatto evocare il passato: recente e passato (‘frangar non flectar’, qualcuno ricorderà).
Ammette i suoi errori, non tanto per le sue esplosive dichiarazioni: “Punteremo subito alla promozione in Super League”. Un ottimismo di persona ingenua che si è buttata, peraltro entusiasticamente, in un calcio, il nostro, che non conosceva minimamente. Riconosce che “la stagione è da dividere in due parti: “I primi 6 mesi sono stati focalizzati sulla licenza”. Da qui un dispendio di energie che lo hanno distolto dal mercato: “A dicembre la squadra era già costruita”. Malamente, vedasi quanto aveva detto il capitano Mihajlovic: “Non siamo una squadra di Challenge League”. Come mai a Natale non è intervenuto come la situazione di classifica imponeva resta un mistero. La ‘frittata’ era pronta da servire. Per fare una squadra all’altezza della ChL ci voleva ben altro. La squadra, fra supposizioni e pressioni, è andata avanti a suon di sconfitte. Il Bellinzona per bene che vada disputerà il campionato di Prima Lega Promotion. Senza più Trujillo! “Non vado avanti perché il calcio che vedo (e voglio io) è completamente diverso”. Restando in tema, puntuale il riferimento al suo Llaneros Fútbol Club: ma a chi gliene frega?
Ristabilito un certo ordine di domande e risposte (lacunosa in particolare quella che un collega gli ha posto: i soldi li ha, si o no, per continuare a investire nel Bellinzona?), il colombiano ha elogi sperticati per Brenno Martignoni Polti: “Con 11 Brenno in campo ci saremmo salvati!”. Una battuta inaspettata quanto infelice (per chi conosce i retroscena). Non c’è però verso che corregga il ‘tiro’: “Brenno è uno che ha sempre detto le cose in faccia” (non ne dubitiamo).
Il suo rammarico, molto profondo, è per Bentancur con il quale dopo un inizio così così (una specie di ‘terremoto’ ) ha avviato un rapporto e un dialogo costruttivi improntanti alla cordialità “Sono amico di Pablo, mi dispiace che non lo abbia ascoltato più di tanto. Me lo aveva detto che avrei avuto delle difficoltà nell’inserirmi in questo ambiente di gente senza una cultura calcistica”. È il momento buono per ‘sbottonarsi’: “Mi auguro che Pablo possa tornare: ha portato il Bellinzona in Challenge League, un suo ritorno sarebbe positivo per lo sviluppo del club”.
Si parla, infine, anche di soldi. Debiti a destra e a sinistra (valutati attorno ai 3 milion), cifra che potrebbe anche dimezzarsi grazie alla cancellazione dei diritti di formazione (si sta parlando con la Fifa) e alla rinuncia del credito delle azioni da parte di Bentancur. Comunque sia, sono sempre debiti su tutto il territorio della Confederazione. Meglio non entrare nel merito. Ci sarebbero anche tre mesi (aprile, maggio, giugno) di stipendi non corrisposti. Chi li verserà se non Trujillo? “Sto discutendo con i nuovi investitori” (da quello che ci risulta il più accreditato è quello svizzero/ticinese, che punta sempre su Degennaro e una cordata ticinese con a capo Lalo Delcò). Il Lugano? Teoricamente potrebbe entrare in società con un massimo deal 20% ma non è un discorso di questi giorni. In futuro, chissà. Non è certo affare di Trujillo.
‘Fede nel destino’ è sempre stato il suo slogan. Quale destino, Juan Carlos? “Sono sicuro all’85 per cento che il Bellinzona si salverà e che con i nuovi investitori vivrà un’altra epoca".
E col 15% in dubbio come la mettiamo? “Tra dieci giorni saprete chi è il nuovo investitore. Siate fiduciosi, io lo sono”.
Beato lui.