Murat Yakin, dopo aver
comunicato i 26 che parteciperanno al Mondiale, ha tenuto una
conferenza stampa. Ha parlato e ha fatto conoscere la sua versione.
Obiettivi. La
premessa è netta: “Siamo ambiziosi”. E chiarisce che si
intende volare alti. È conscio che “le aspettative sono
enormi”, ma è sicuro che “i migliori giocatori ci sono”,
aggiunge “ho la possibilità di applicare diversi sistemi di
gioco”.
La sua idea.
Sottolinea: “Volevamo puntare su ciò che era collaudato e
portare calciatori che se lo sono meritato”. È convinto:
“Ognuno conosce il proprio ruolo”. Tradotto: ha una totale fiducia
negli uomini che ha individuato.
La forza del gruppo.
Il suo lavoro è stato quello di privilegiare la costruzione di una
squadra, fa notare: “Ritengo di avere composto la migliore rosa
possibile, negli ultimi anni abbiamo costruito un gruppo coeso con un
eccellente spirito”.
Gli assenti? La mancata
convocazione di Sanches, Athekame, Sierro, Monteiro e qualche altro
ancora ha fatto discutere. Ci sono invece Christian Fassnacht e Zeki
Amdouni. Ma Yakin si è voluto assumere le sue responsabilità, è certo delle sue scelte.
Si partirà con un sogno
che dovrà collimare con la realtà, ossia: disputare un Mondiale di
grandissimo livello, con l'auspicio che rimanga impresso nella storia del
calcio svizzero. Si chiama: ambizione, desiderio, volontà. Tutto
bene, in attesa che il campo renda il suo verdetto. E per fortuna.