Quando si è un “Reale”,
bisognerebbe essere sempre composti, rimanere spesso impassibili e
mostrare sobrietà. Lo esigono l'etichetta e il protocollo. Si chiama
esercizio di un ruolo. Ma il principe William, molto spesso, si sente un tifoso. Vuole esultare, vuole incitare, vuole essere
travolto dalla passione. A Istanbul il suo Aston Villa è tornato a
vincere da tempo immemore, e lui era in tribuna. Gli inglesi hanno
battuto nettamente i tedeschi del Friburgo, 3 a 0 il risultato
finale. E le telecamere lo hanno tenuto sotto controllo, l'occhio del
grande fratello ha voluto cogliere ogni sua reazione. William non si
è fatto condizionare, ha urlato, si è lasciato andare ad abbracci,
ha esultato, come fa normalmente l'appassionato viscerale e che non si trattiene. Il suo
amore per l'Aston Villa viene da lontano, quando era un bambino,
voleva distinguersi dai suoi compagni, che sceglievano gli squadroni
della Premier. E ha voluto essere presente a una finale europea, e
dopo 30 anni la sua squadra (nel 1996 si assicurò la Coppa della
Lega) riassapora il gusto inebriante della vittoria. Va bene essere
Principi, ma si rimane sempre uomini con emozioni e sentimenti. E al
calcio non si comanda. È impossibile.
CALCIO INTERNAZIONALE
Come esulta un Principe tifoso