Come lo scorso anno, in finale di Coppa una squadra della
serie inferiore sfiderà una della Super League. La stagione passata era stato
il sorprendente Bienne, giustiziere tra l'altro del F.C. Lugano, nel suo
percorso, a scendere in campo contro il favoritissimo Basilea, mentre in questo
2026 sarà lo Stade Lausanne Ouchy ad affrontare il San Gallo, alla terza finale
dal 2021 (due sconfitte in precedenza, con Lucerna e Lugano nel 2022).
L'attesa, quindi, è stata meno sentita che in altre
occasioni magari, anche se, a dire il vero, nelle scorse settimane, in Svizzera
orientale la caccia al biglietto è stata molto serrata. Dal Canton Vaud
arriveranno in 7.000 circa, con 3.500 tagliandi che rischiano di rimanere
invenduti; pochi, rispetto ai dirimpettai, ma molti di più di quelli
solitamente presenti alla Pontaise. Dalibor Stevanovič, quarantunenne
allenatore dei biancorossi, in conferenza stampa, non è apparso spaventato
dalla difficoltà della sfida che lo aspetta. Per lui, sarà fondamentale non
perdere l'identità di gioco, vale a dire pressing alto, intensità e ricerca di
opportunità per attaccare. "A dire il vero, quello che abbiamo
raggiunto finora è straordinario, e proprio questo ci entusiasma così tanto per
la finale. Vogliamo goderci questa partita, con la consapevolezza che, nel
calcio, ci si diverte solo se si vince. Vero, siamo sfavoriti: ma domenica (oggi,
ndr), a Berna, alle 14, saremo undici contro undici".
In casa San Gallo, ha infastidito molto la notizia che i
biglietti invenduti a Losanna non potranno essere ceduti ai supporter
biancoverdi. Probabilmente, domani vedremo diversi posti vuoti; tuttavia, l'ASF
è irremovibile, per questioni di sicurezza. Matthias Hüppi, presidente del San
Gallo, ovviamente, sta fremendo per l'attesa di una partita che torna, come nel
passato, a essere giocata nella domenica di Pentecoste: "Abbiamo il
desiderio sfrenato di portare una grande gioia ai tifosi, regalando loro un
titolo. Dovrà essere una festa del calcio davvero meravigliosa, coronata da una
grande prestazione da parte nostra. Il popolo sangallese ha cercato in tutti i
modi di esserci, qualcuno mi dicono sia andato a cercare biglietti nel Vaud!
I 12.500 biglietti assegnati non erano assolutamente sufficienti, e ci
sarà un esodo di massa di tifosi biancoverdi verso Berna".
Nonostante l'ottimismo e la consapevolezza dei favori del
pronostico, Hüppi mostra grande rispetto per l'avversario: "Innanzitutto,
è una situazione senza pronostico secco. Lo SLO è stato forte nella Challenge
League, nel suo percorso verso la finale ha eliminato una squadra della Super
League dopo l'altra. Non siamo certo presuntuosi, e di sicuro non li
sottovaluteremo. Nel 1969, quando vincemmo la coppa, vidi la partita a casa
della nonna, perché in famiglia non avevamo la televisione." Il
massimo dirigente biancoverde aveva 11 anni, e il San Gallo si trovava di
fronte il Bellinzona. Il desiderio di festeggiare è grande; tuttavia, questa
volta non si è fatto come nel 2022 quando, con la benedizione del vescovo, la
piazza del monastero è stata ridipinta con i colori del FCSG. "Se non
vinci, cose del genere ti si ritorcono contro", ha chiosato Hüppi.
Perché nel calcio, si sa, un pizzico di scaramanzia è fondamentale.
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