SERIE A
Fabregas e il Como dei "miracoli"
Pubblicato il 25.05.2026 07:08
di Silvano Pulga
Sul carro del Como, dal punto di vista professionale, ci siamo dal ritorno dei lariani in Serie A: una scelta precisa, fatta anche dai tanti ticinesi che incontriamo ogni volta al Sinigaglia (alcune aziende del sottoceneri fanno addirittura la pubblicità a bordo campo, per dire). Ci siamo rimasti lo scorso anno, in autuinno, quando gli azzurri erano un punto sopra la linea, con tanti sostenitori che chiedevano di tornare alle palle in tribuna, e molti guardavano con curiosità e con la sensazione di tovarsi davanti ai ricchi scemi, che finanziavano profumatamente il paese dei balocchi.
Probabilmente, il progetto è andato oltre il previsto; e, del resto, era fantascienza pensare che il Milan avrebbe perso a San Siro contro il Cagliari, dopo un intero torneo passato tra le prime 4 in classifica.
Dietro il grandissimo risultato della truppa di Cesc Fàbregas, ci sono anche i 10 punti in 10 giornate dei rossoneri milanesi, che hanno consentito il rientro da dietro di avversarie con distacchi, normalmente, incolmabili, a questi livelli e con certi traguardi in palio. Ma del Milan parleremo in altra sede, al netto del fatto che, oggi, pensavamo alla lite tra il tecnico comasco e Allegri, a San Siro, alla quale avevamo assistito. Il karma, a volte.
Lo abbiamo già scritto altre volte, dopo aver visto giocare dal vivo in stagione il Como in casa e in trasferta: la squadra ha fatto una crescita costante, nonostante i difetti di gioventù e, in certi casi, la rigidità tattica del tecnico catalano. Cesc ha avuto, però, l'umiltà d'imparare dai propri errori. Ha sempre fatto da parafulmine ai suoi ragazzi, tanti di loro convinti proprio da lui a venire a giocare in riva al Lario, in un club dalla lunga storia ma senza il fascino, per dire, dell'Atalanta degli ultimi anni: stadio nuovo, vittoria in Europa League, competizioni internazionali disputate ogni anno da lustri. 
Certamente è stato aiutato dall'ambiente: noi, che lo vivevamo da dentro, abbiamo sempre sorriso a chi ci chiedeva, nell'autunno del 2024, se la sua panchina scricchiolasse, o se avrebbe accettato la corte dell'Inter, l'estate scorsa. Cesc Fàbregas voleva lasciare un segno indelebile nella storia di questa squadra, e lo ha fatto. Ha l'ambizione di diventare un top, ed è logico che si veda, un giorno, lontano dal Sinigaglia. Potrebbe essere il momento giusto: il Como è arrivato a un livello tale dove crescere ancora è difficilissimo, al contrario della possibilità di fare peggio. Attenzione, però: i lariani, fuori dai confini italiani, godono di grande considerazione tra gli agenti e i procuratori. Perchè pagano subito: niente rate, prestiti con diritto di riscatto, soldi finti. E allora, potrebbe arrivare qualche elemento di spessore sotto il Baradello, rendendo la situazione interessante. E Cesc, queste situazioni, le adora.