AC MILAN
Povero Diavolo, che fine!
Pubblicato il 25.05.2026 07:30
di L.S.
Il Milan è fuori dalla Champions League: sarà questo il tema, in Italia, delle prossime settimane.
Un’esclusione clamorosa, anche perché ieri sera i rossoneri avrebbero avuto bisogno di un misero pareggio (dopo il pari della Juve nel derby con il Toro) in casa contro il Cagliari.
E invece è arrivata una sconfitta che non ammette discussioni, al termine di una partita giocata ancora una volta con timore e con un senso di rassegnazione difficile da spiegare.
Ora è il momento dei processi: alla società, ad Allegri e ai giocatori. Tutti ovviamente colpevoli, com’è giusto che sia.
Si parla di rivoluzione e probabilmente ci sarà.
Intanto le colpe vanno suddivise, partendo appunto da Cardinale, che in questi anni, a parte un secondo posto, è arrivato quinto, sesto e ottavo. E non può certo essere un caso. Qualcosa nella sua gestione del Milan non funziona. La speranza è che se ne sia accorto anche lui. Ma a dire la verità, non sembra il più sveglio di tutti, almeno per quanto concerne il mondo del calcio.
Da quando decise, con la spinta determinante di Furlani, di liberarsi di Maldini, si è assistito a un crollo verticale, e anche quel parafulmine su cui poteva contare, non c’è più stato.
E Tare, Moncada e Furlani che colpe hanno? Andranno via tutti, è auspicabile. Hanno portato al Milan giocatori non all’altezza, spendendo male i soldi ricavati con le cessioni. E nel calcio, chi sbaglia deve pagare. Soprattutto a questi livelli.
Cosa dire dei vari allenatori in questi anni? Tutti incapaci? Probabile. Allegri era partito benissimo, ma in questi ultimi tre mesi è incredibilmente crollato anche lui. Forse colpa del suo gioco o della sua mentalità, o anche lui vittima delle numerose battaglie interne che hanno lacerato il club?
Anche qui, probabilmente un po’ di tutto. E anche lui, sembra vicino all’addio.
E i giocatori? Sono i principali colpevoli, perché certe sconfitte, a San Siro contro squadre di seconda e terza fascia, non sono tollerabili. Qualsiasi sia la società e l’allenatore. A volte bisogna far leva sull’orgoglio, sulle proprie qualità, indipendentemente da quale sia la situazione che si sta vivendo.
Questi giocatori invece hanno dimostrato di essere, oltre che piuttosto scarsi tecnicamente (Tomori, Gabbia, Fofana, Bartesaghi, solo per fare qualche nome…), labili anche dal punto di vista mentale. Un mix terrificante. E qualcuno come Leao, poco attaccato alla maglia e alla professione del calciatore. Questa almeno, è la sensazione.
Bisognerà fare tagli netti, approfittando di questa débâcle: a volte bisogna toccare il fondo per risalire. Ma per farlo bisogna avere idee e una visione chiara delle cose. Roba che al Milan non sembra avere nessuno. Povero Diavolo.