Ci sono un americano, due svedesi e tre finlandesi. Non si
tratta di una barzelletta bensì del pacchetto stranieri con cui l’HC Lugano di
Tomas Mitell si affaccia alla nuova stagione. Mercoledì scorso, poco prima che
la Svizzera maltrattasse l’Austria ai Mondiali casalinghi, il club bianconero
ha accolto l’ultimo arrivato: Lassi Thomson. Sorridente, un tantino sorpreso
nel vedere tanti giornalisti in un pomeriggio di primavera, Thomson si è
districato tra le varie domande, divertendosi pure con i presenti.
Ha appena concluso la stagione con gli Ottawa Senators ed è stato
a Lugano per qualche giorno, prima di tornare nella sua amata Finlandia per le
meritate vacanze. Lui, Lassi Thomson, è un venticinquenne difensore con il
vizio del gol.
Hai fatto parte dell’organizzazione di Ottawa, giostrando
sia in NHL sia in AHL con i Belleville Senators. Perché hai scelto Lugano?
«Ho scelto di venire a Lugano - ha esordito il difensore finnico - perché Janick Steinmann mi ha cercato presto durante la stagione. Si tratta di una nuova sfida che ho voluto prendere al volo. In questi pochi giorni qui in Ticino ho apprezzato davvero il paesaggio ed il clima a sud delle Alpi. Mi hanno detto che il Ticino è una terra fantastica, ricca di tanto verde. Non sarà la Finlandia ma sono sicuro che mi troverò bene».
«Ho scelto di venire a Lugano - ha esordito il difensore finnico - perché Janick Steinmann mi ha cercato presto durante la stagione. Si tratta di una nuova sfida che ho voluto prendere al volo. In questi pochi giorni qui in Ticino ho apprezzato davvero il paesaggio ed il clima a sud delle Alpi. Mi hanno detto che il Ticino è una terra fantastica, ricca di tanto verde. Non sarà la Finlandia ma sono sicuro che mi troverò bene».
Due esperienze in Nord America, intervallate da una
stagione al Malmö. Sempre con il numero 33 sulla schiena. A Lugano però dovrai
cambiare numero…
«Me ne sono reso conto subito, dopo aver varcato i cancelli della pista ed aver visto la maglia numero 33 di Petteri Nummelin. Non sono scaramantico e quindi ho ripiegato sul numero 60 con cui ho giocato ad inizio carriera».
«Me ne sono reso conto subito, dopo aver varcato i cancelli della pista ed aver visto la maglia numero 33 di Petteri Nummelin. Non sono scaramantico e quindi ho ripiegato sul numero 60 con cui ho giocato ad inizio carriera».
A Lugano ritrovi Olle Licksell, con cui hai condiviso lo
spogliatoio ad Ottawa. Sarà un grande vantaggio?
«Olle è un ottimo giocatore ma non abbiamo giocato molto assieme. Io nell’ultima stagione ero soprattutto a Belleville, in American Hockey League».
«Olle è un ottimo giocatore ma non abbiamo giocato molto assieme. Io nell’ultima stagione ero soprattutto a Belleville, in American Hockey League».
Vent’anni fa Nummelin e Peltonen trascinarono il Lugano
al suo settimo (e ultimo) titolo di campione svizzero. Ora tocca a te, Kupari
ed Innala tenere alta la bandiera finnica…
«Avere altri compagni che parlano la stessa lingua sarà un grande vantaggio. Quando si è lontani da casa è importante trovare qualcuno che parla lo stesso idioma. L’anno scorso non avevo compagni finlandesi».
«Avere altri compagni che parlano la stessa lingua sarà un grande vantaggio. Quando si è lontani da casa è importante trovare qualcuno che parla lo stesso idioma. L’anno scorso non avevo compagni finlandesi».
Ti hanno già parlato del derby tra Ambrì e Lugano? Ne hai
discusso con il tuo connazionale Roby Järventie?
«Mi hanno descritto il derby come una partita davvero speciale ma non so davvero cosa aspettarmi. Roby lo conosco dalle giovanili dell’Ilves: è un bravo ragazzo ed un buon amico. Quando indosso i pattini e scendo sul ghiaccio gli amici sono quelli che vestono la mia stessa maglia. Roby è avvisato in vista del primo derby…».
«Mi hanno descritto il derby come una partita davvero speciale ma non so davvero cosa aspettarmi. Roby lo conosco dalle giovanili dell’Ilves: è un bravo ragazzo ed un buon amico. Quando indosso i pattini e scendo sul ghiaccio gli amici sono quelli che vestono la mia stessa maglia. Roby è avvisato in vista del primo derby…».
Qualche foto, tante strette di mano e via verso casa, in
Finlandia. Tornerà a luglio per la sua nuova avventura. Il Lugano di Mitell il
prossimo inverno parlerà…finlandese.
Intervista originale: https://planetehockey.com/lugano-lassi-thompson-avoir-trois-coequipiers-qui-parlent-la-meme-langue-sera-un-grand-avantage/
(Foto YouTube)