GIRO D’ITALIA
“Bello vincere dove ho vissuto”
Pubblicato il 26.05.2026 17:06
di Silvano Pulga
Sarà la mazzata decisiva, quella che Jonas Vingegaard  ha inflitto oggi sulle strade della Leventina ai propri avversari, al Giro d'Italia 2026? Sicuramente, al netto dei tempi fatti, quella del danese è una di quelle vittorie che piegano il morale di chi insegue: la maglia rosa è arrivata a Carì in solitudine, ma senza dare la sensazione di aver faticato troppo. In conferenza stampa, il leader della graduatoria si è detto felice della prestazione e del suo stato di forma: "Sto bene, l'obiettivo è fare bene al Tour. Ma sono convinto di poter crescere ancora da qua alla partenza del Giro di Francia".
Prima dell'arrivo abbiamo scambiato due chiacchiere con un campione della nostra epoca, Claudio Chiappucci, il quale ovviamente ha nostalgia del suo ciclismo: tappe troppo brevi, secondo il Chiappa, in definitiva più facili di quelle dei suoi tempi. Opinioni, magari in parte condivisibili. Tuttavia, il pubblico questo ciclismo lo ama, perlomeno guardando oggi tutto quello che è avvenuto attorno a noi. 
Sia alla partenza che all'arrivo tanta gente, tanti sportivi entusiasti anche sul percorso, nonostante un avvicinamento difficile per la natura della strada, e per i blocchi imposti sin dal mattino. Il Ticino ama il ciclismo, e la risposta del pubblico è stata ottima. Gli organizzatori sorridono, e si augurano che tutto questo possa avere un seguito: il sogno proibito è il Tour de France, ma la logistica (4.000 veicoli al seguito della Grande Boucle) è un ostacolo non indifferente. Però, crederci è lecito.
E ne sarebbe felice anche l'attuale leader del Giro: Ho vissuto in Ticino, a Montagnola, e se non abitassi in Danimarca lo farei volentieri qua. Ho ancora tanti amici in questa regione, correre qua per me è speciale, tanto che avevamo programmato di provare a vincere questa tappa. Dopodiché le corse regalano sempre sorprese, ma arrivare davanti a tutti su queste strade è stato bellissimo". 
(Foto SP)