GIRO D'ITALIA
Il Ticino esalta il Giro
Pubblicato il 27.05.2026 06:42
di A. L.
L'aspetto agonistico. Nel ciclismo contemporaneo si recita a soggetto. Se non c'è l'imperatore Pogacar, Vingegard lo sostituisce degnamente, non c'è spazio per gli avversari. Tutto è scontato.
Oltre la gara. La tappa Bellinzona-Carì è stata un grande successo. E non poteva essere altrimenti. Il ciclismo è lo sport del popolo, delle persone, cha aspettano ore e ore per assistere a uno sprazzo di corsa. È una comunità che si mette in moto, e costituisce l'impalcatura di questa disciplina. Persone e strada sono un binomio su cui fonda la storia dell'umanità stessa. E poi c'è il percorso, è fondamentale, è una sorta di specchio che riflette bellezza, e solleva. La gara esalta lo sportivo, il paesaggio invita alla contemplazione, e un'altalena tra parossismo e rapimento.
Il Ticino e il ciclismo. Il Cantone ha risposto presente, ancora una volta. Il Giro è stato rispettato con deferenza, è stato festeggiamento degnamente. Gli organizzatori sono ampiamente soddisfatti e vanno solo ringraziati.
Sul tracciato si sono trovate generazioni. È la forza del pedale, la bicicletta ha un fascino intramontabile. La fatica, lo sforzo, il corridore, la strada sono i protagonisti assoluti e magnifici di un romanzo popolare che non si smette mai di leggere.
(foto di S. P.)