L'aspetto agonistico.
Nel ciclismo contemporaneo si recita a soggetto. Se non c'è
l'imperatore Pogacar, Vingegard lo sostituisce degnamente, non c'è
spazio per gli avversari. Tutto è scontato.
Oltre la gara. La
tappa Bellinzona-Carì è stata un grande successo. E non poteva
essere altrimenti. Il ciclismo è lo sport del popolo, delle persone,
cha aspettano ore e ore per assistere a uno sprazzo di corsa. È una
comunità che si mette in moto, e costituisce l'impalcatura di questa
disciplina. Persone e strada sono un binomio su cui fonda la storia
dell'umanità stessa. E poi c'è il percorso, è fondamentale, è una
sorta di specchio che riflette bellezza, e solleva. La gara esalta lo
sportivo, il paesaggio invita alla contemplazione, e un'altalena tra
parossismo e rapimento.
Il Ticino e il
ciclismo. Il Cantone ha risposto presente, ancora una volta. Il
Giro è stato rispettato con deferenza, è stato festeggiamento
degnamente. Gli organizzatori sono ampiamente soddisfatti e vanno
solo ringraziati.
Sul tracciato si sono trovate generazioni. È la forza del pedale, la
bicicletta ha un fascino intramontabile. La fatica, lo sforzo, il
corridore, la strada sono i protagonisti assoluti e magnifici di un
romanzo popolare che non si smette mai di leggere.
(foto di S. P.)