Il football contemporaneo
è stato travolto dalla sua popolarità. È stato stravolto
dall'arrivo di un diluvio di soldi. L'agonismo sembra diventato un
residuo, conta lo spettacolo. Ma il calcio ha una forza immane,
incide nell'anima del tifoso, lo concupisce e lo ammalia. Il tifoso
si consegna alla passione, e ne connota un parte significativa della
sua esistenza. Esplodono emozioni ancestrali, non ci sono filtri, né
compromessi né mediazioni. È un mistero, che ne decreta un impatto
a cui non si può resistere.
Finale di Conference
League: il Rayo Vallecano affrontava una ricca squadra inglese, il
Crystal Palace, seppur di seconda fascia. Inseguiva un sogno, voleva
l'estasi. Almeno per una sera Madrid era il Rayo. Una respinta del
suo portiere è finita sullo stinco dell'attaccante avversario e
Mateta ha portato in vantaggio i suoi. Forse Eupalla si è distratta.
La partita si è conclusa e le lacrime hanno cominciato a essere
versate sugli spalti e in campo. Maledetto destino che sa diventare
cinico e beffardo. L'occasione della vita che scivola via, tutto si
compie in maniera inesorabile. I giocatori spagnoli si sono diretti
sotto la curva e hanno potuto leggere uno striscione, che recitava:
“Non c'è vittoria più grande di stare insieme a te nella
sconfitta”. Bellissimo, profondo, sentimentale. Altre
parole non si possono e devono aggiungere.
(fonte foto: YouTube)