TENNIS
Se il tennis si suicida
Pubblicato il 30.05.2026 07:46
di L.S.
Dopo i problemi fisici avuti a Roma, in un torneo comunque vinto, Janick Sinner si è ritirato a Parigi. Stesse difficoltà, un blackout che lo coglie durante la partita e lo lascia senza energie. Nessuna possibilità di reazione, soltanto l’orgoglio di finire una sfida (contro l’argentino Cerundolo) che molti avrebbero abbandonato a metà.
Lui, no, è rimasto in campo a girovagare come un fantasma e a racimolare soltanto due game negli ultimi due set, dopo essere stato addirittura in vantaggio per 5-1 al terzo. Sembrava fatta: anzi, era fatta, e poi uncolpo di calore che lo ha messo fuori gioco.
Che Sinner soffra il caldo sembra ormai assodato, ma visto che in questo torneo (e non solo), anche altri giocatori hanno manifestato gli stessi problemi, forse qualcosa nelle regole del tennis andrebbe rivisto. Soprattutto nei grandi slam, dove si gioca su cinque set e le regole degli altri tornei ATP non vengono rispettate.  
Di cosa stiamo parlando? Se nei primi due set si oltrepassa la soglia dei 30.1 gradi, normalmente scatta la sosta di 10 minuti, i giocatori possono farsi una doccia, cambiarsi, idratarsi e dialogare con il proprio team, Nei casi peggiori, la partita può essere sospesa. Se la temperatura supera i 32 gradi della scala  WBGT o la temperatura del campo arriva a 45 gradi, negli impianti dotati di copertura, via libera alla chiusura del tetto: al Philippe Chatrier c'è, ma non è scattata. Ancora. Il protocollo Atp recita: se l'indice WBGT supera i 32.2 gradi per più di 15 minuti, il supervisor deve fermare il gioco su tutti i campi indoor, i giocatori possono guadagnare gli spogliatoi e i medici Atp hanno il compito di valutare le loro condizioni. Il gioco può riprendere solo quando l'indice WBGT scende nuovamente sotto i 30.5 gradi per 20 minuti di fila. 
Regole che non valgono per il Roland Garros, dove invece restano in vigore quelle del'Extreme Heat Policy del Grand Slam Board, diverse dal protocollo Atp e in vigore per i quattro Slam.
Regole suicide, che sviliscono il tennis, che alla fine finiscono per togliere di mezzo il talento per fare spazio alla forza fisica, a chi resiste di più. Non dovrebbe essere il caso per uno sport tecnico, che dovrebbe sempre preferire la qualità alla quantità.
Senza Sinner, con Alcaraz già ai box e con un Djokovic ormai sulla via del tramonto, il tennis perde interesse, resta senza i grandi campioni, e la prossima settimana a Parigi sarà sicuramente meno interessante.
Chissà se qualcuno lo capirà.