Parigi festeggia, esulta
il Psg che riesce nell'impresa di bissare il successo della passata
stagione. Londra è amareggiata, recrimina l'Arsenal che voleva
l'annata perfetta. La finale è stata deludente, sotto il profilo
tattico, tecnico ed emotivo. Altro che spettacolo, ha prevalso la
noia. I londinesi la volevano vincere all'italiana, difesa arcigna e
lampi di contropiede, pochissimi invero. I parigini hanno tentato di
giocare, hanno cercato di manovrare, ma i loro tentativi si
infrangevano contro il muro avversario. Lo svantaggio iniziale
sembrava un epitaffio. Ma nel calcio lo schema nulla può davanti
alla giocata, alla fantasia e alla classe dei singoli. Dembélé e
Kvaratskhelia hanno duettato e provocato la massima punizione, che ha portato al
pareggio. Il resto sono i calci di rigori. Il vero vincitore della
Champions è Luis Enrique. Vestito di nero, barba incolta, capelli
scapigliati, sguardo sofferente e visionario. Lo spagnolo ha costruito
una 'squadra'. I suoi lo seguono: sono attenti, sono coesi, pressano
e non rinunciano all'attacco. Ci provano perché sono convinti.
L'esito dell'atto conclusivo fa pensare: giusto così.
Postilla: l'Uefa ha
commesso l'ennesimo scempio, si è giocato alle 18, a causa delle
solite e immancabili motivazioni economiche ed è inutile aggiungere
altro.
(fonte foto: YouTube)