MONDIALI 2026
Fa male, e non poco
Pubblicato il 01.06.2026 03:13
di Alessandro Tamburini
Vasco Rossi tra le sue canzoni recitava: “E va bene così, senza parole”. Vien voglia di chiudere il pezzo così, andare a “nanna” e non pensarci, sapendo che in fondo è solo sport. Ma non è così. Non va bene così, è una grossa delusione la quinta finale persa su cinque, soprattutto in casa e nell’anno olimpico dove mancavano molte star della NHL. Come alle Olimpiadi pochi mesi or sono ci ha battuto la Finlandia al supplementare, ma non quella di Rantanen e Aho, una nazionale che potevamo e dovevamo battere. Troppo timidi nei primi 30 minuti, incapaci di sfruttare 2 minuti in 5 contro 3, poi cresciuti ed a tratti dominanti, ma senza trovare il goal. Tre finali in tre anni e zero reti segnate, è questo il sunto di cosa ci è mancato. In un mondiale dove persino la Norvegia è andata a medaglia, giocando in casa, abbiamo steccato sul più bello, contro una certamente bella Finlandia, ma non imbattibile. Tanta l’amarezza. Tanta la delusione. Tanta persino la rabbia sportiva. Patrick Fischer dopo la sconfitta del 2018 mi disse nel cammino verso la sala stampa “quando capiterà di nuovo?”. È capitato tre volte in tre anni, ma quest’anno eravamo in casa e brucia ancor di più. Manca e si strozza in gola quel “campioni del mondo” che ogni cronista avrebbe voluto gridare nella sua lingua in un paese poliglotta. Fa male. Parecchio. Allo stato attuale è troppo presto per capire se è la fine di un ciclo (Josi, Niederreiter,…), troppo presto per fare delle vere analisi. Prevale l’amarezza e la delusione, la consapevolezza che questo era il “nostro” mondiale da vincere. Tutto si era allineato. Mondiale in casa nell’anno olimpico, tante avversarie senza top players, euforia, gran bel gioco, nove vittorie filate. Ne è mancata una. La più importante. La finale. E fa male.
(Foto Immagini RSI)