Marzio Morocutti era venuto a mancare il 28 febbraio 2003 a seguito di un tragico incidente della circolazione avvenuto nel Principato del Liechtenstein. Anche col Vaduz l’ex bomber granata aveva esaltato le sue grandi doti. L’ACB non ha mai più assegnato la maglia di centravanti, la numero 9.
Paolo Righetti ai tempi della sua presidenza si era fatto autore di un gesto nobile, consegnando alla sorella di Marzio la maglia numero 9. Quando gliene parliamo si commuove ancora, a distanza di tanti anni: “Dopo un mese dalla mia presidenza ero andato a trovare Sonia (la sorella) per regalargli la maglia che apparteneva di diritto al caro Marzio. Abbiamo pianto”.
Parliamo di altri tempi anche se di anni non ne sono passati più di tanti da quando Righetti fungeva da numero 1 di casa granata, poi costretto a lasciare per problemi di salute. Tempi in cui c’era un dialogo aperto tra dirigenti, staff e giocatori: “Noi abbiamo sempre fatto fede ai nostri impegni con tutti” - tiene a precisare. Anni in cui le ‘riconoscenze’ erano affettuose, quand’anche doverose.
Morocutti, battezzato’ da amici e tifosi “zio Marzio”, diventò il loro beniamino anche quando fu costretto a partire per altri lidi, in alcuni casi per ragioni mai chiarite. Fino alla ‘consacrazione-bis’ di super bomber nel Principato.
Aldilà di un carattere forte e carismatico, il numero 9 era una persona umile, amabile ancorché di poche parole. Sul campo amava parlare con i fatti (possedeva un notevole senso del gol). La morte lo ha portato via sulla soglia dei trent’anni. Il FC Vaduz aveva parlato di “dramma straziante per la famiglia” (Fosca, la primogenita è del 1999) e di “profonda tristezza per il calcio elvetico“.
Morocutti ha giocato con diverse altre squadre tra cui Locarno, San Gallo, Sciaffusa, Ascoli…
Paolo Righetti: “Marzio bastava guardarlo negli occhi per capire che avrebbe preso al volo ogni occasione”.
Al Comunale c’è una bandiera che sventola ancora…
(Foto ENLA)