CALCIO ITALIANO
Caos Milan
Pubblicato il 03.06.2026 07:58
di Silvano Pulga
Il futuro del Milan? E, soprattutto: chi comanda? Misteri: da Casa Milan non trapela nulla. Di conseguenza, si lavora su altre fonti. Una di queste sono i procuratori i quali, ovviamente, non sono nulla di ufficiale e, avendo anch'essi informazioni di seconda mano, a volte danno notizie contraddittorie. Si dice (lo ha fatto Carlo Pellegatti) che alcuni emissari del Milan abbiano incontrato Oliver Glasner in territorio elvetico, e non a Londra, dove tutti li aspettavano. Il tecnico fresco vincitore della Conference League, a quanto sembra, legatissimo a Ralf Rangnick, verrebbe a Milano e (sembrerebbe) lo farebbe anche indipendentemente dalla presenza di quest'ultimo.
Tutto, comunque, ruota attorno a Zlatan Ibrahimović: l'attuale tecnico della nazionale austriaca vuole infatti sapere espressamente qual è il ruolo dello svedese nell'organigramma rossonero. La sua richiesta, come abbiamo già scritto, è una e una sola: carta bianca, dalla prima squadra ai ragazzini. E che nessuno s'intrometta nelle scelte tecniche, dalla disposizione in campo alla formazione, oltre che, ovviamente, sulla scelta dell'allenatore. Con tanti saluti (anche) a Jovan Kirovski, Direttore Sportivo di Milan futuro, amico del Senior Advisor svedese di Red Bird (dove si insiste a dire che Zlatan, nel Milan, non ricoprirebbe alcun ruolo).
Sempre da fonti esterne, si viene a sapere che ci sarebbero stati screzi proprio tra Cardinale e Ibra: il primo vedrebbe di buon occhio la figura di Ralf Rangnick come plenipotenziario, per tanti motivi. Il primo è la competenza dell'uomo di calcio germanico, la sua capacità di lavorare in un team dove tutti seguirebbero pedissequamente le sue indicazioni, unite alla capacità di far crescere il player trading: la Serie A ormai, con buona pace dei colleghi d'oltre confine, è un campionato di seconda fascia, ottimo banco di prova per far crescere giocatori da far arrivare nei top club e in premier League, e il tedesco e l'uomo giusto. Altro, inconfessato aspetto, sarebbe ridurre l'influenza di Zlatan, che ha fatto danni non indifferenti in questa stagione e , per questo motivo, è inviso ai tifosi. Il management USA ha capito che la pace con questi ultimi passa dalla creazione di un progetto credibile, seppure a medio termine, e dal ridimensionamento (almeno nella narrazione) dei poteri dell'ex fuoriclasse svedese. Vedremo chi vincerà, e non ci sarà da attendere molto: la federazione austriaca (Rangnick è il CT della selezione di quel Paese, impegnata negli imminenti Mondiali) vuole una risposta già venerdì. Affaire à suivre, quindi.