AC BELLINZONA
Lo sfogo di Pablo e la brutta fine del club
Pubblicato il 03.06.2026 22:15
di L.S.
Nel suo lungo comunicato, Pablo Bentancur si è sfogato, soprattutto con il municipio di Bellinzona. Ha fatto nomi e cognomi, anche quello del sindaco Branda.
Era prevedibile, che prima o poi, l’ex patron granata sarebbe esploso. La pressione avvertita in questo ultimo periodo, anche per uno come lui, si è rivelata violenta. Come risposta, Bentancur ha voluto esternare il proprio malessere, quelle sofferenze patite in questi anni. Da lui e dalla sua famiglia.
Ha preferito scrivere, (con l’aiuto del suo avvocato) piuttosto che parlare: ha messo nero su bianco le ingiustizie, offese e insulti, anche razzisti, ricevuti. Tutti con dovizia di particolari.
Accuse forti e pesanti, per episodi che erano già conosciuti e che per questo non sorprendono.
Il clima difficile in cui ha vissuto in questi anni a Bellinzona, non è certo una novità. Più di qualcuno gli ha messo il bastone tra le ruote.
Detto questo, anche lui ha le sue colpe. Il suo carattere burbero e questa indole esageratamente individualista, lo hanno messo ai margini dell’ambiente, con cui è entrato spesso in conflitto. Senza parlare delle estenuanti battaglie con la Swiss Football League e la guerra fredda (ma nemmeno troppo) con la frangia di tifosi più calda, per non parlare della politica cittadina, che non si è mai veramente fidata dell'investitore sudamericano.
Bentancur esce da questa lunga avventura, con un investimento, che assomiglia di più a una grossa perdita, di 7 milioni di franchi. Non certo noccioline. Ora gli si chiede di fare un ultimo sforzo: rinunciare agli 800 mila franchi che gli deve Trujillo e magari investire ancora nel club, visto che la cordata ticinese si è rivelata piuttosto inconsistente.
Lui, dopo gli incontri di questi giorni con l’imprenditore e capocordata Sergi, ha deciso di rinunciare a fare un ulteriore passo, quello che forse avrebbe potuto salvare l’ACB. Forse.
Probabilmente non recupererà più i soldi che gli deve Trujillo, ma la decisione ormai sembra presa. Difficile che possa tornare indietro.
Qualcuno lo dipingerà come l’affossatore, colui che poteva salvare il Bellinzona e non l’ha fatto. Altri invece gli riconosceranno gli sforzi di questi anni e si renderanno conto che il colpevole principale è scappato in Spagna e non tornerà più. Fregandosene dei tanti debiti lasciati e di ciò che capiterà alla società che voleva portare in Super League e per la quale vedeva un grande futuro.
Su questa vicenda ognuno avrà la propria idea ed è giusto rispettarla.  
La verità però, è che a soffrire in questo momento, è ancora una volta il tifoso granata. Che si ritroverà senza la propria squadra e che non sa più a chi aggrapparsi. Una decina di anni dopo il fallimento Giulini, da dove sono nati tutti i guai granata, l’ACB ci è ricascato.
Ripartire ancora una volta da molto lontano adesso diventa terribilmente difficile, e ci si chiede, dopo questi ultimi anni, se ne varrà ancora la pena.
Si parla di fusioni e/o di acquisizione di altri club: tutto molto nuboloso, senza la certezza di un vero e proprio piano di rilancio. Almeno per ora. All’ombra dei castelli sono rimaste soltanto macerie. Chissà se ci sarà qualcuno che avrà ancora voglia di provare a rilanciare questo sfortunato e glorioso club...