Cresciuto nelle fila della Cremonese, Angelo Ruggeri ha giocato nel Bellinzona a due riprese. Aveva vestito la maglia del Siena in C1 e quella del Parma in serie B. Tornato all’ombra dei tre castelli nel 1962, è rimasto granata sino al 1969. Dal Ticino, anzi dalla capitale ,dove nel 1966 si era sposato con Mirta, non si è più mosso. Per alcuni anni ha allenato gli Allievi di ACB (Aris Sörensen: “Ruggeri è stato, insieme a Flavio Tagli, uno dei miei primi allenatori”), Ravecchia e Giubiasco.
Il suo ricordo più vivo ce lo aveva raccontato in una intervista. Ovvio che di anni, già allora, ne erano passati parecchi. Quel suo ‘pensiero’ era legato a una rocambolesca partita ‘ginevrina’ divenuta storica per l’impresa compiuta da Leandro Rossini nel parare, a due riprese, un calcio di rigore accordato dall’arbitro Scheurer all’Etoile Carouge.
Il rammarico più forte è invece legato al suo mancato trasferimento nel Milan: “Liedholm, vedendomi giocare un’amichevole accanto a Sentimenti V (!), chiese al nostro mister, Luigi Bonizzoni (Verona, Milan, Udinese), se fossi italiano. Purtroppo a inchiodarmi fu l’età. Avevo superato la trentina!”.
A Bellinzona aveva allenato anche gli Inter A: “Ho raccolto tantissime soddisfazioni”. Ci aveva fatto il nome di un certo… Kubilay Türkyilmaz: “In una videocassetta Kubi ha affermato che sono stato un ottimo allenatore: ne vado orgoglioso!”.
Si era tolto anche qualche sassolino: “Se un allenatore entra in campo a dare ordini con la sigaretta in bocca, beh è meglio lasciarlo perdere”. Convinto - forte dei suoi 50 anni trascorsi nel calcio - di cui ben la metà a livello giovanile, che in Ticino ci siano allenatori-formatori (ed educatori) non adatti a gestire i giovani: “Bisogna venire al campo con lo spirito giusto, lo spirito di chi vuole divertirsi e farli divertire questi ragazzi. La mia parola d’ordine è sempre stata la motivazione”. Per tanti giovanissimi Angelo è stato in effetti un esempio di come lo sport vada vissuto in allegria e possa offrire ore serene.
A titolo di cronaca, nella partita di Carouge, definita “rocambolesca”, poi diventata ‘storica’ per la doppia prodezza del grande Leandro, i granata erano scesi in campo con questi bei nomi: Rossini, Novaresi, Castelli, Rebozzi, Bionda, Paglia, Pellanda I (Tagli), Guidotti, Nembrini, Ruggeri, Pellanda II. Il Bellinzona, guidato dal maestro Augusto Sartori (già giocatore) fu promosso in DNA insieme al Lugano di Kurt Zaro.
Il Giornale del Popolo scrisse di un “Ruggeri guizzante, per due volte vicinissimo al gol”. (la rete del Bellinzona l’aveva firmata Flavio Tagli “con un tiro da 30 metri”).
Angelo è venuto a mancare nella sua di una città (quella della Turrita) l’8 febbraio 2019. L’Associazione Calcio Bellinzona nell’’annunciare la sua dipartita lo ha ricordato quale “temibile e grintoso attaccante, andato a rete per la prima volta in una partita contro lo Young Boys, vinta 2 a 1”.
Noi lo abbiamo conosciuto, al di là di quando giostrava sull’erba del Comunale, come persona gioiosa ed entusiasta. Che al calcio ha dedicato senza risparmio tempo e passione.
(Foto Enla)