Le campagne elettorali
sono uno spettacolo di propaganda pura, sono l'apoteosi dei sogni e delle promesse.
Dopo quasi vent'anni si riaprono le urne per diventare presidente del
Real. Florentino Perez ha un avversario, si chiama Enrique Riquelme,
è giovane ed è un imprenditore. Per correre alla presidenza
servono: 20 anni consecutivi di anzianità come soci; fideiussione
bancaria personale pari al 15% del budget del club, emessa da
istituti spagnoli e senza l'aiuto di fondi o capitali di terzi.
Parametri precisi e molto seri. Mica si scherza. Perez e Riquelme non
si stanno risparmiando colpi. La sfida sta conoscendo altissimi
vertici. Perez ha pronto Mourinho come allenatore, ha bloccato
Dumfries e Konaté, ha pronti 150 milioni per ingaggiare un
grandissimo calciatore. Riquelme vuole inserire in seno alla società
una vecchia conoscenza come Del Bosque, e ha dichiarato: “Se
vinco porto Rodri e Haaland”. Peccato che il City si sia
risentito e non poco, ma questo è un dettaglio, ai tempi 'social' si
può dire tutto e il contrario. Si vota domenica 7 giugno. Ci sono
anche sondaggi. I media di Madrid, e non solo, sono scatenati. È la
società dello spettacolo che si mostra in tutta la sua potenza e
forza. E si conferma: quando il Real è in azione, fa le cose in
grande.
(fonte foto: YouTube)