HOCKEY INTERNAZIONALE
"Non escludiamo un aiuto da Lugano"
Pubblicato il 05.06.2026 15:30
di Silvano Pulga
Ne avevamo scritto tempo fa, dopo le Olimpiadi: c'era un progetto per riportare l'hockey su ghiaccio a Milano, città di grande tradizione hockeistica (32 titoli nazionali vinti dalle varie compagini meneghine in più di un secolo di storia), ma senza squadra da lustri. Il sogno è diventato realtà il 1° giugno, con l'ammissione della nuova squadra, il Milano Hockey Club, alla ICE Hockey League (14 squadre partecipanti, provenienti da 4 Paesi) per la stagione 2026/27. 
La squadra, che porterà i colori rossoblù, giocherà in un impianto in costruzione nell'area delle Fiera di Rho, che avrà una capienza di 3998 spettatori, e ha già annunciato il primo acquisto di spessore: si tratta dell’attaccante italo-americano Nick Saracino, 34 anni, protagonista in maglia azzurra ai recenti Mondiali in Svizzera.
A margine della conferenza stampa, abbiamo fatto due chiacchiere con Chris McSorley, personaggio che a Lugano molti conoscono bene, coinvolto in questa avventura. Ovviamente, non potevamo non parlare anche di Svizzera, peraltro molto presente in questa grande iniziativa, come ci è stato spiegato.
Chris, a Sierre avete fatto una grandissima stagione. Resta però il rammarico di non essere potuti salire in massima serie per la pista non a norma. 
"Vero, è un peccato. Tuttavia, esiste un progetto per la nascita di un impianto, a Sierre, che soddisferà le richieste dalla National League, e sarà pronto nel 2028. A quel punto, avremo le carte in regola per entrare nell'hockey che conta".
Ci sono ancora rapporti con Lugano, ci è sembrato di capire ascoltandoti durante la conferenza stampa...
"Assolutamente sì. Da Lugano sono arrivati consigli e suggerimenti, e non escludiamo che, una volta iniziato a giocare, possano arrivare giocatori giovani in prestito, e che in questo modo possano crescere e raggiungere presto i livelli necessari per la National League. Anche a Sierre faremo la stessa cosa, c'è interesse in Svizzera per questo progetto milanese".
Avete detto che intendete lavorare con i giovani...
"Certamente. Il progetto vuole puntare proprio sui ragazzi. Il nostro obiettivo è creare una Academy dove i ragazzi possano crescere, studiare, allenarsi e viverci. Vogliamo creare una base solida, dalla quale fare magari uscire qualche giocatore di spessore. Il bacino d'utenza è molto ampio, c'è il terreno per crescere. Siamo qua per fare qualcosa di duraturo, e non di estemporaneo".
Abbiamo poi parlato anche con il presidente Cristof Leitner, un nome conosciutissimo per la presenza dell'azienda di famiglia nel ramo della costruzione degli impianti di risalita presenti nei comprensori sciistici. A lui abbiamo chiesto come intende affrontare la grande concorrenza non solo del calcio di vertice, ma degli altri sport al chiuso (basket, pallavolo,…) che, a Milano e dintorni, sono ai vertici, nazionali e internazionali.
"In realtà, la nostra idea è quella di provare a offrire qualcosa di nuovo, non solo dal punto di vista sportivo: penso al contorno, all'entertainment. Sono convinto che quando la gente avrà la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo e coinvolgente, verrà in pista. Dopodiché, molto conterà anche da cosa farà la squadra, dal punto di vista dei risultati".
Milano, nelle recenti Olimpiadi, ha dimostrato di avere voglia di hockey. Certamente, lo spettacolo andato in scena in questa competizione è stato di livello elevatissimo. Non temete che ci sia un po' di delusione, dal momento che il livello sarà più basso?
"Non abbiamo certo la pretesa di offrire uno spettacolo al livello di quello delle Olimpiadi. Tuttavia, l'hockey che si giocherà a Rho Fiera non sarà certamente di bassa qualità, e potrà soddisfare anche chi ha il palato fino costretto, finora, a sobbarcarsi le trasferte in Svizzera per poter vedere delle partite ben giocate". 
(Foto SP)