Il Taverne è fuori: il sogno della Prima Promotion è svanito
ieri a Ginevra, quando il rigore di Bizzarri al 91’ si è stampato sul palo
interno. Una beffa, forse il segno del destino. Undici metri di dolore, per una
squadra che in queste due partite di playoff aveva fatto gioco pari con il
Servette U21, come confermato anche dall’allenatore dei ginevrini Jeff Saibene
(ex Locarno): “Il Taverne è un’ottima squadra e per eliminarla abbiamo avuto
bisogno di un po’ di fortuna. Nel calcio sono spesso i dettagli a fare la
differenza”.
Alessandro Biscotti, direttore sportivo dell’AC Taverne è sereno, consapevole che la squadra ha fatto tutto il possibile, anche se le emozioni della sfida di ieri sono ancora presenti:
“È stata una partita al cardiopalma, con quell’episodio all’ultimo minuto che avrebbe potuto cambiare il nostro destino. Avessimo segnato quel rigore saremmo andati ai supplementari con un uomo in più e loro senza il portiere titolare”.
Il Taverne potrebbe recriminare anche su un’altra situazione che ha fatto piuttosto discutere:
“Abbiamo avuto una situazione di gol-non gol, con l’assistente che ha convalidato il gol, poi annullato dall’arbitro. Difficile dire se quella palla avesse veramente varcato la riga di porta. Anche dai video non si capisce”.
All’interno dello spogliatoio, dopo l’eliminazione, ci sono due sentimenti contrastanti:
“È proprio così. Da una parte c’è chi avrebbe preferito perdere nettamente per non avere rimpianti, mentre invece c’è chi è sereno, perché sa di avere fatto tutto il possibile. Insomma, usciamo sconfitti ma non battuti, abbiamo giocato alla pari con una squadra forte come il Servette”.
Tornando al rigore, Bizzarri è il rigorista, vero?
“Sì, è lui che ha sempre tirato i rigori. Anche ieri l’ha tirato piuttosto bene, ma quel pallone è andato a colpire il palo interno. Una vera beffa”.
Il bilancio della stagione è comunque positivo:
“Siamo molto sereni, volevamo capire quale fosse il nostro livello in questa categoria e abbiamo visto che possiamo recitare un ruolo da protagonisti. Dobbiamo soltanto migliorare un po’ per quanto riguarda il “killer-istinct”: ci servono troppe occasioni per fare gol”.
Tocca a te prendere un attaccante durante il prossimo mercato?
“Non parlo solo di attaccanti, ma della squadra in generale. È proprio un aspetto nel quale siamo un po’ carenti. Vedremo di fare meglio il prossimo anno”.
Non ci saranno rivoluzioni, vero?
“Esatto. Soltanto qualche ritocco. Abbiamo una buona base da cui ripartire”.
La prossima stagione ci riproverete?
“Assolutamente. L’obiettivo sarà quello di fare meglio di quest’anno”.
Significa… promozione?
“Sì, direi che l’obiettivo deve essere proprio quello”.
Sabbatini resta, vero?
“Sì, ha ancora contratto ed è un giocatore fondamentale per la nostra squadra. È il capitano, e come il vice Solerio, sono persone che sia sul campo che fuori, hanno permesso alla squadra di crescere”.
Patron Novoselskyi era in viaggio e non ha potuto essere presente a questa gara di ritorno:
“L’ho sentito a fine partita e anche se un po’ triste per la sconfitta, ha detto che dobbiamo tenere la testa alta perché abbiamo fatto una grande stagione. Era quello che aveva già detto ai ragazzi prima della gara di andata di mercoledì a Taverne”.
Com’è lavorare con lui?
“È bellissimo, perché ha degli obiettivi alti ma ti mette nella condizione di raggiungerli”.
Alessandro Biscotti, direttore sportivo dell’AC Taverne è sereno, consapevole che la squadra ha fatto tutto il possibile, anche se le emozioni della sfida di ieri sono ancora presenti:
“È stata una partita al cardiopalma, con quell’episodio all’ultimo minuto che avrebbe potuto cambiare il nostro destino. Avessimo segnato quel rigore saremmo andati ai supplementari con un uomo in più e loro senza il portiere titolare”.
Il Taverne potrebbe recriminare anche su un’altra situazione che ha fatto piuttosto discutere:
“Abbiamo avuto una situazione di gol-non gol, con l’assistente che ha convalidato il gol, poi annullato dall’arbitro. Difficile dire se quella palla avesse veramente varcato la riga di porta. Anche dai video non si capisce”.
All’interno dello spogliatoio, dopo l’eliminazione, ci sono due sentimenti contrastanti:
“È proprio così. Da una parte c’è chi avrebbe preferito perdere nettamente per non avere rimpianti, mentre invece c’è chi è sereno, perché sa di avere fatto tutto il possibile. Insomma, usciamo sconfitti ma non battuti, abbiamo giocato alla pari con una squadra forte come il Servette”.
Tornando al rigore, Bizzarri è il rigorista, vero?
“Sì, è lui che ha sempre tirato i rigori. Anche ieri l’ha tirato piuttosto bene, ma quel pallone è andato a colpire il palo interno. Una vera beffa”.
Il bilancio della stagione è comunque positivo:
“Siamo molto sereni, volevamo capire quale fosse il nostro livello in questa categoria e abbiamo visto che possiamo recitare un ruolo da protagonisti. Dobbiamo soltanto migliorare un po’ per quanto riguarda il “killer-istinct”: ci servono troppe occasioni per fare gol”.
Tocca a te prendere un attaccante durante il prossimo mercato?
“Non parlo solo di attaccanti, ma della squadra in generale. È proprio un aspetto nel quale siamo un po’ carenti. Vedremo di fare meglio il prossimo anno”.
Non ci saranno rivoluzioni, vero?
“Esatto. Soltanto qualche ritocco. Abbiamo una buona base da cui ripartire”.
La prossima stagione ci riproverete?
“Assolutamente. L’obiettivo sarà quello di fare meglio di quest’anno”.
Significa… promozione?
“Sì, direi che l’obiettivo deve essere proprio quello”.
Sabbatini resta, vero?
“Sì, ha ancora contratto ed è un giocatore fondamentale per la nostra squadra. È il capitano, e come il vice Solerio, sono persone che sia sul campo che fuori, hanno permesso alla squadra di crescere”.
Patron Novoselskyi era in viaggio e non ha potuto essere presente a questa gara di ritorno:
“L’ho sentito a fine partita e anche se un po’ triste per la sconfitta, ha detto che dobbiamo tenere la testa alta perché abbiamo fatto una grande stagione. Era quello che aveva già detto ai ragazzi prima della gara di andata di mercoledì a Taverne”.
Com’è lavorare con lui?
“È bellissimo, perché ha degli obiettivi alti ma ti mette nella condizione di raggiungerli”.
(Foto AC Taverne)