Il pareggio contro la modesta Australia di ieri sera, seppur
si sia trattata di una partita amichevole, ha lasciato più dubbi che certezze
in casa Svizzera, ad una settimana esatta dal debutto mondiale contro il Qatar.
Dopo un buon primo tempo nel quale i rossocrociati si sono fatti preferire
anche a causa delle praterie lasciate dalla retroguardia australiana (l’1-0 di
Ndoye è forse stato un po’ stretto ai nostri), nella seconda frazione vi è
stato un deciso calo nell’intensità, il quale ha portato al pareggio dei
Socceroos al 56’.
Va detto, a discolpa della Nati, che l’assenza di Breel Embolo,
giunto solamente in California nella serata di venerdì a causa delle note
vicende legate al visto d’entrata negli Stati Uniti, unita ad una fase di
rodaggio ancora in corso nel quale vanno “digerite” le elevate temperature così
come il fuso orario. Giustificazioni, queste, che non hanno trovato d’accordo Granit
Xhaka (all’origine della rete d’apertura con uno splendido lancio in verticale,
ndr.). Il capitano, giunto negli States con tanta fame di successo (“voglio
diventare Campione del Mondo” ha dichiarato subito dopo essere sbarcato
negli USA), ai microfoni di SRF è stato piuttosto critico sull’andamento del
match e sull’approccio avuto durante tutta la settimana scorsa: “Alcune cose
non sono andate bene negli scorsi giorni, e questo si è ripercosso sul nostro
gioco” ha dichiarato il numero 10. “Dobbiamo svegliarci, altrimenti di questo
passo in tre partite saremo eliminati. Abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione
del fatto che giocare al 90% non basta, ci siamo sentiti troppo sicuri di noi
stessi. Non sono preoccupato, abbiamo ancora qualche giorno per migliorare
certi aspetti ma la prestazione contro l’Australia è un campanello d’allarme”.
Il centrocampista del Sunderland non è nuovo a dichiarazioni volte a strigliare
la squadra (e lo staff…): d’altro canto, è anche il ruolo del capitano. In
conferenza stampa Murat Yakin ha voluto gettare immediatamente acqua sul fuoco:
“Granit è un perfezionista e vuole vincere sempre. Ci sarà tempo e modo per
confrontarci”.
Di certo vi è che il capitano ha voluto segnare la via fin
da subito, anche nell’ottica di un girone che vede la Svizzera favorita per la
prima posizione. Ora sta al resto del gruppo recepire il messaggio e aumentare
l’intensità in vista delle partite che contano. Per Xhaka questo sarà con ogni
probabilità l’ultimo Mondiale e in virtù della crescita avuta dalla Nazionale
nel corso degli ultimi anni, sa benissimo che l’occasione per finalmente
superare gli ottavi di finale è molto ghiotta
(Foto Immagini SRF)