IL PERSONAGGIO
Vamooos Lugano... per sempre
Pubblicato il 07.06.2026 10:21
di A. L.
Stadio nuovo e nuova Voce in arrivo. Il FC Lugano ha deciso di cambiare. Abbiamo raggiunto Fabio Degli Antoni, per anni speaker dei ticinesi, che gentilmente ha voluto raccontarci del suo fantastico e bellissimo viaggio, e di un epilogo che non si aspettava.
Partiamo dalla fine
Il club ha deciso di fare altre scelte, i motivi sono chiari: non ero congeniale ad alcuni dirigenti della società. Credevo che il rapporto potesse continuare, ma così non è stato. Ci tengo comunque a ringraziare tutti”.
L'inizio
Mi occupavo di hockey. Ho attraversato la strada e sono finito a Cornaredo. Fui contattato da Michele Campana e Luca Pedroni. Era la stagione 2015-16, con me c'era Angelo Fassora. Fu così che cominciò una straordinaria e intensa avventura”.
L'obiettivo
Era una missione: portare entusiasmo e positività. Abbiamo costruito un modo di fare vivere la partita, abbiamo creato uno stile fatto di passione. Il Lugano era stato appena promosso”.
L'emozione più forte
Ne ho vissute tante. La più bella, la più esaltante, la più intensa è stata: essere la voce a Berna in finale di Coppa, incitare oltre 12mila ticinesi, contribuire a creare un'atmosfera, in un contesto così particolare, unico e ai limiti del magico”.
Il rapporto con i tifosi
È stato costruito. È stato un crescendo. Posso dire che la missione è stata compiuta. La Voce deve essere istituzionale, eppure empatica, deve avere un tono, eppure popolare e riconoscibile. Siamo diventati, senza essere presuntuosi, un modello, che molti in Svizzera hanno imitato. Abbiamo ricevuto attestazioni dai media e dai dirigenti di altre società, Che soddisfazione”.
La delusione
Confesso che mi aspettavo di continuare a intonare il mio Vamooos anche nella nuova casa. E mi attendevo un congedo più caloroso e meno formale. Penso che l'identità e il contatto con il territorio siano fondamentali per un club come il Lugano”.
Una passione che non finirà mai
Il Lugano e il bianconero sono una parte importante della mia vita, con questi colori sono cresciuto, sia come persona, che come professionista. È una fede intramontabile, ma per il momento non me la sento di entrare all'AIL Arena, la prossima stagione comincerò a seguire la squadra in trasferta, questo è sicuro. Poi quando avrò elaborato il tutto, tornerò tra le mura amiche, guarderò la postazione dello speaker, sentirò la sua voce, chiuderò gli occhi, ma accantonerò la commozione e comincerò a urlare: forza Lugano”.