CALCIO ITALIANO
Poche idee e ben confuse
Pubblicato il 10.06.2026 06:53
di Silvano Pulga
Parlando con dei colleghi, negli ultimi giorni, cercando di mettere assieme qualche notizia sul futuro del Milan, ci siamo ritrovati a riflettere sul fatto che, a differenza dei dirimpettai interisti, quella milanista, a livello di stabilità societaria, è stata sovente una storia travagliata, attraversata da personaggi quantomeno interlocutori: Felice Riva nella prima metà degli anni '60, la crisi tra Albino Buticchi e Gianni Rivera negli anni '70, poi i primi anni '80 dell'epoca post calcio scommesse, l'avventura di Giussy Farina, sino all'avvento di Silvio Berlusconi e della Fininvest. Tuttavia, nonostante la solidità finanziaria e i conti in ordine, dal punto di vista della gestione operativa (e sportiva) la proprietà RedBird sta offrendo un panorama mai visto prima, vale a dire un club che si trova a non avere, in contemporanea e a tempo indeterminato, un amministratore delegato, un direttore sportivo, un allenatore. Aggiungiamoci che l'uomo (teoricamente, perché nessuno ne ammette il ruolo) più attento per il fondo alla gestione del business calcio, vale a dire Zlatan Ibrahimović, è impegnato negli USA a fare da testimonial a numerosi sponsor personali, e il quadro è completo. Da Casa Milan, come noto, non trapela nulla. Tramite persone al di fuori si viene a sapere, di terza o quarta mano, che, per la panchina, il club potrebbe aver trovato un accordo sino al 2028 con Oliver Glasner (opzione per il 2029), con un ingaggio nei parametri. Resta calda, nel ruolo di direttore tecnico plenipotenziario, la pista Ralf Rangnick (che condividerebbe la scelta dell'allenatore), come noto attualmente in USA come ct dell'Austria. La federazione austriaca vorrebbe tenerlo: gli avrebbe proposto un rinnovo biennale del contratto (fino a Euro 2028), accettando alcune condizioni poste dall'allenatore germanico. La dead line, inizialmente fissata a venerdì scorso, è scivolata sino all'esordio della squadra da lui diretta al Mondiale. Tuttavia, secondo più di uno, l'ex Salisburgo sarebbe seriamente interessato al Milan, ovviamente alle sue condizioni, da tempo note: fiducia pluriennale anche in caso di risultati iniziali non in linea, autonomia di gestione assoluta senza ingerenze esterne, presenza di uomini di propria fiducia nell'organigramma, anche a livello di settore giovanile e scouting. Si dice che la cosa andrebbe bene a Cardinale, meno a Zlatan, e che queste divergenze abbiano dato luogo a dissapori, messi in frigorifero dalla partenza dello svedese per Los Angeles. Tuttavia, mentre scriviamo, nulla è deciso. Il resto è un florilegio di video dei tifosi, scritte e manifesti attorno alla sede e nelle vicinanze di San Siro, in una situazione talmente paradossale da bloccare anche l'ironia dei tifosi avversari. Abbiamo i capelli grigi, come abbiamo spesso scritto, e vissuto parecchie delle situazioni delicate che citavamo all'inizio; ma questo giro, per certi aspetti, ci sembra il peggiore di tutti. E, ahinoi, non è un brutto sogno, ma la realtà.