AC BELLINZONA
Lunga vita al torneo pasquale
Pubblicato il 10.06.2026 08:18
di Enrico Lafranchi
Molti si stanno chiedendo se il Torneo Pasquale potrà sopravvivere alla situazione in cui si trova il Bellinzona. Ebbene succeda quello che succederà, la rassegna calcistica giovanile non ha nulla da temere. Proprio a partire dall’ultima edizione è stata infatti creata l’Associazione Torneo Bellinzona, legata al presidente della stessa Vittorio Silacci ed estranea all’ACB. Dunque non c’è nulla da temere, il Torneo U19 non è in pericolo.
La manifestazione è sempre stata considerata il fiore all’occhiello della Turrita sin dalla prima edizione nel lontano 1941 quando Bellinzona - leggiamo in una nota storica del sindaco Mario Branda - “era ancora un piccolo e tranquillo borgo fatto di ferrovieri, artigiani ed impiegati pubblici”. È lo stesso avvocato Branda a ricordare che l’erba del nostro caro vecchio stadio è stata calcata da club molto blasonati: Inter, Milan, Real Madrid, Bayern Monaco, Ajax, Boca Juniors, Giappone, Tottenham. Per non dire di autentici campioni del pallone: un nome su tutti, Franz Beckenbauer!
Quest’anno, malauguratamente, non c’è stata traccia di formazioni italiane. All’epoca Dario Zanetti  “organizzatore accorto, fermissimo nelle sue scelte e nelle sue decisioni” (citazione tolta da una pubblicazione degli anni Novanta), aveva dichiarato, nero su bianco, che era impensabile non avere a Bellinzona una squadra italiana (guarda caso la prima vittoria ‘straniera’ fu riportata, nel 1946, dall’Inter).
Nel 2024 per “problemi organizzativi e pochi volontari” (cfr ‘LaRegione’ del 16 febbraio) questa bella e importante rassegna che già il  sindaco Athos Gallino aveva definito, negli anni Settanta, il ‘biglietto da visita pasquale della Città”, è stata messa inopinatamente all’angolo invocando mezzi finanziari (!).
A metterci la faccia e a non mandare all’oblìo (più per mancanza di volontà che di mezzi) il Torneo dopo la forzata interruzione causata dal Covid, ecco un altro appassionato di calcio che porta nel cuore l’ACB. Alfio Moro, anziché adagiarsi alle previsioni pessimistiche che erano state avanzate, si lancia a testa bassa nell’avventura di farlo rivivere, seppure ridotto a sei squadre. Torneo che quest’anno è tornato in auge grazie al coraggio e alla ‘dedizione’ di Vittorio Silacci che già da giovane aveva fatto grande il tifo per il Bellinzona nel “Granata club”. Bisognava stare al passo coi tempi. Di nuovo con un’edizione di lusso (otto squadre provenienti da quattro continenti). Risultato? Un bel successo di pubblico ma non, purtroppo, in moneta sonante. Complice l’entrata sugli spalti gratuita, e il biglietto della tribuna a soli dieci franchi. Una gran botta!
Era comunque importante riconfermare “il fortissimo valore tecnico e spettacolare” (Zanetti dixit) che la rassegna calcistica giovanile aveva acquisito negli anni.
Ne era stato promotore il ‘luganese’ Ernesto Grassi. Ci aveva raccontato che l’idea di dare vita al Torneo è nata dopo che “eravamo stati trattati male al torneo di Ginevra”. Grassi, che è stato presidente nel 1975 quando vi parteciparono Barcellona, Borussia Dortmund, Haiduk Split, Ajax Amsterdam, Ujpest Dozsa, Fiorentina, Grasshopper e Bellinzona, già cinquant’anni fa fece rimarcare le difficoltà nel ‘reclutare’ formazioni italiane: “Hanno paura di compromettere il loro prestigio” - aveva tagliato corto.
Silacci, che si era ‘fissato’ di portare quest’anno il Como al Comunale, può consolarsi.
Lunga vita al Torneo Pasquale!
(Foto torneo ACB)