“I sentimenti che provo in questi giorni non sono naturalmente belli” - dichiara Renzo Bionda, un esempio di dedizione all’Associazione Calcio Bellinzona. “È un grande dispiacere, non solo per noi ex giocatori, questa maglia è sempre stata di tutta la Città. Io l’ho portata per dieci anni (1962-1971), la conservo ancora oggi con una punta d’orgoglio in un cassetto”. Un cassetto colmo di ricordi, non tutti belli (come la finale di Coppa persa, da squadra favorita, con il San Gallo che - coincidenza - l’ha rivinta dopo ben 57 anni). Per Renzo sono tutti dei cari ricordi. Ne ha vissuti molti, in altre ‘dimensioni’, subito dopo avere lasciato la città dei tre castelli per trasferirsi ai bordi della Limmat, sponda FCZ, dove nei quattro anni trascorsi accanto al presidentissimo Edy Nägeli vinse tutto quello che c’era da vincere (titoli e coppe).
Tanto per dire, nello Zurigo giocavano nomi eccellenti come Köbi Kuhn, Rosario Martinelli, Fritz Künzli, Karl Grob. Bionda ne era il ‘libero’ di quello ‘squadrone’. Negli ultimi mesi non lo avevamo più notato alle partite del Comunale. Come tanti, ha intuito che con Juan Carlos Trujillo non tutto filava liscio come l’olio. Anzi! “Prima che arrivasse il colombiano in tribuna mi sedevo spesso accanto a Bentancur. Tanto di cappello a Pablo. Con lui avevamo una bella squadra. Mi aveva invitato, insieme ad altri ex, alla Festa del Centoventesimo (2024)”.
Sulla situazione venutasi a creare oggi il rammarico è forte: “Siamo già stati scottati una volta (leggi Giulini), dovessimo ricascarci sarebbe una botta tremenda. È d’altra parte vero che oggi sono i soldi a farla da padrone, ognuno fa i propri interessi…”. A scusante di Trujillo (rammentate i suoi proclami?) il fatto che non conoscesse il nostro calcio: “Si è reso conto troppo tardi che il campionato di Challenge non è così facile” (cosa peraltro ammessa dal colombiano che, scusandosi, aveva dichiarato di avere speso tutte le sue energie per l’ottenimento della licenza, ndr).
Renzo Bionda, che ha giocato fra i tantissimi granata con Genazzi, Ghilardi, Rebozzi, Benkö, Deprati, Frigerio, Gottardi, Morinini, spera - per così dire - in un ‘miracolo’: “Salvare la squadra non sarà facile, la speranza è comunque l’ultima a morire”.
(Foto da 100 Anni, Ed. Salvioni)