La vittoria contro la Giordania a San Gallo e poi il pareggio
di sabato a San Diego (1-1) contro l’Australia. Due partite di preparazione che
avrebbero dovuto dirci in che stato di forma si trova la nostra nazionale. E
invece, dopo queste due gare, è difficile capire a che punto è la squadra di
Murat Yakin.
Si parte con grandi ambizioni, certo, ma se l’arrivo di Embolo (giunto tardi negli USA per il noto problema legato ai suoi problemi giudiziari passati) potrà sicuramente dare una mano all’attacco elvetico, è la difesa che in queste due partite non ha fornito sempre le garanzie sperate.
Un esempio? I due gol presi. Simili, per non dire identici. Le analogie sono innegabili.
Un singolo lancio lungo di un difensore avversario è bastato per mettere completamente a nudo la difesa svizzera. Ciò è dovuto alle tattiche, forse un po’ troppo rischiose, adottate dal ct Yakin?
È possibile, anche perché il nostro tecnico vuole che la sua squadra giochi con una linea difensiva alta, mettendo sotto pressione l'avversario fin da subito e marcando a uomo i giocatori avversari.
I vantaggi: conquistando il possesso palla nella metà campo avversaria, la Svizzera può creare rapidamente occasioni pericolose davanti alla porta avversaria. "Ma se il tempismo non è quello giusto, la difesa può diventare rapidamente pericolosa", ammette il ct. È proprio su questo che lui e la sua squadra dovranno lavorare nei prossimi giorni. Il debutto è ormai vicinissimo e non si può più sbagliare, anche se il girone, con Qatar, Canada e Bosnia, non dovrebbe creare troppi grattacapi.
Si parte con grandi ambizioni, certo, ma se l’arrivo di Embolo (giunto tardi negli USA per il noto problema legato ai suoi problemi giudiziari passati) potrà sicuramente dare una mano all’attacco elvetico, è la difesa che in queste due partite non ha fornito sempre le garanzie sperate.
Un esempio? I due gol presi. Simili, per non dire identici. Le analogie sono innegabili.
Un singolo lancio lungo di un difensore avversario è bastato per mettere completamente a nudo la difesa svizzera. Ciò è dovuto alle tattiche, forse un po’ troppo rischiose, adottate dal ct Yakin?
È possibile, anche perché il nostro tecnico vuole che la sua squadra giochi con una linea difensiva alta, mettendo sotto pressione l'avversario fin da subito e marcando a uomo i giocatori avversari.
I vantaggi: conquistando il possesso palla nella metà campo avversaria, la Svizzera può creare rapidamente occasioni pericolose davanti alla porta avversaria. "Ma se il tempismo non è quello giusto, la difesa può diventare rapidamente pericolosa", ammette il ct. È proprio su questo che lui e la sua squadra dovranno lavorare nei prossimi giorni. Il debutto è ormai vicinissimo e non si può più sbagliare, anche se il girone, con Qatar, Canada e Bosnia, non dovrebbe creare troppi grattacapi.