MONDIALI
La prima delle tre cerimonie
Pubblicato il 12.06.2026 06:41
di A. L.
Infantino è ambizioso, parte da una categoria umanista, e comunica al mondo che “il calcio unisce”. Bontà sua. La cerimonia di apertura del Mondiale è stata scialba, scontata, e ha mischiato retorica e tradizione. Ecco Bocelli, Salma Hayek ha urlato “Viva il Messico! Viva il calcio”, Shakira ha intonato la canzone della rassegna, il resto è stato contorno. E al tifoso non è rimasto che contemplare lo scenario, lo stadio è uno di quelli che davvero è nella storia. È legittimo e quasi obbligatorio essere nostalgici. Come non ricordare che all'Azteca si disputò: nel 1970 Italia-Germania che finì 4-3, ed è considerata la partita del secolo; nel 1986 Argentina-Inghilterra, fu l'incontro de “La Mano de Dios”, il secondo di Maradona è ritenuto il gol del secolo. Ma il presente incombe. Ci si può ancora abbandonare allo stupore. Sono previste altre due cerimonie: a Toronto e a Los Angeles. Funziona così il football del terzo millennio, è organico ai tempi, è assurto a spettacolo. Il tifoso può rimanere a casa, si vogliono spettatori che consumano e spendono.
(fonte foto: YouTube)