Si pensa a giovedì prossimo, alla fatidica data del 18
giugno, quando Renato Sergi, nuovo patron granata, dovrà presentare le
necessarie garanzie per salvare l’ACB.
Intanto però, visto che è già piuttosto tardi, è inevitabile abbozzare quello che potrebbe essere il futuro del Bellinzona. Non c’è molto tempo da perdere: una volta salvato il club, bisognerà iniziare a costruire la squadra.
Ieri sera Sergi, intervenuto a Fuorigioco, ha detto di avere qualche idea, ma che per il momento non è stato ancora fatto nulla. Ha parlato di voler attorno a sé gente che ama il Bellinzona e ha confermato che vuole parlare con Sannino, l’ultimo tecnico granata.
L’italiano è a casa, per il momento non ha firmato con nessuno e forse, sotto sotto, aspetta una chiamata dalla capitale. È rimasto affezionato a questi colori e la retrocessione, per un vincente come lui, è stata un duro colpo da digerire.
Tecnico stimato da Bentancur, Sannino potrebbe essere forse l’uomo giusto anche per Sergi? Chissà.
Non è da escludere che il nuovo uomo forte granata si rivolga a qualcuno di sua conoscenza, qualcuno più vicino alla piazza. Vedremo.
Intanto Sergi, parlando del budget della prossima stagione, ha subito messo le cose in chiaro: sarà un Bellinzona che punta alla salvezza, senza voli pindarici. Un budget attorno agli 800 mila franchi e una squadra che dovrà essere costruita anche su prestiti di altre squadre. Senza per questo vergognarsi. Anzi.
I rapporti con le altre società saranno fondamentali, e in questo senso, Marco Degennaro e il suo Sion sarebbero pronti a dare una mano. Non è nemmeno escluso che si vada a Lugano a chiedere un aiuto e magari a intavolare un discorso futuro per il calcio d’élite. Sarebbe una mossa estremamente saggia.
Per rivedere un Bellinzona ambizioso, da primi posti, che ambisce a tornare in Challenge League, forse ci vorrà un po’ di tempo. La cosa importante adesso è salvare il club e calarsi al più presto in questa nuova dimensione. Sicuramente più umile e meno baldanzosa rispetto agli slogan vuoti e altisonanti di Trujillo, ma sicuramente più vera.
Soltanto così, si potrà davvero pensare in un futuro finalmente migliore.
Intanto però, visto che è già piuttosto tardi, è inevitabile abbozzare quello che potrebbe essere il futuro del Bellinzona. Non c’è molto tempo da perdere: una volta salvato il club, bisognerà iniziare a costruire la squadra.
Ieri sera Sergi, intervenuto a Fuorigioco, ha detto di avere qualche idea, ma che per il momento non è stato ancora fatto nulla. Ha parlato di voler attorno a sé gente che ama il Bellinzona e ha confermato che vuole parlare con Sannino, l’ultimo tecnico granata.
L’italiano è a casa, per il momento non ha firmato con nessuno e forse, sotto sotto, aspetta una chiamata dalla capitale. È rimasto affezionato a questi colori e la retrocessione, per un vincente come lui, è stata un duro colpo da digerire.
Tecnico stimato da Bentancur, Sannino potrebbe essere forse l’uomo giusto anche per Sergi? Chissà.
Non è da escludere che il nuovo uomo forte granata si rivolga a qualcuno di sua conoscenza, qualcuno più vicino alla piazza. Vedremo.
Intanto Sergi, parlando del budget della prossima stagione, ha subito messo le cose in chiaro: sarà un Bellinzona che punta alla salvezza, senza voli pindarici. Un budget attorno agli 800 mila franchi e una squadra che dovrà essere costruita anche su prestiti di altre squadre. Senza per questo vergognarsi. Anzi.
I rapporti con le altre società saranno fondamentali, e in questo senso, Marco Degennaro e il suo Sion sarebbero pronti a dare una mano. Non è nemmeno escluso che si vada a Lugano a chiedere un aiuto e magari a intavolare un discorso futuro per il calcio d’élite. Sarebbe una mossa estremamente saggia.
Per rivedere un Bellinzona ambizioso, da primi posti, che ambisce a tornare in Challenge League, forse ci vorrà un po’ di tempo. La cosa importante adesso è salvare il club e calarsi al più presto in questa nuova dimensione. Sicuramente più umile e meno baldanzosa rispetto agli slogan vuoti e altisonanti di Trujillo, ma sicuramente più vera.
Soltanto così, si potrà davvero pensare in un futuro finalmente migliore.
(Foto Filippo Zanovello)