NAZIONALE
"Giusto crederci, sono ottimista"
Pubblicato il 13.06.2026 08:45
di L.S.
È il grande giorno, quello del debutto: questa sera, ore 21, a Santa Clara, a sud di San Francisco, la nostra nazionale inizierà il suo Mondiale. L’avversario è il Qatar, che sulla carta non dovrebbe rappresentare un grande ostacolo.
Tutto facile? Forse no, anche perché ogni debutto riveste un pizzico di imprevedibilità.
Pier Tami, a bordo campo, sta guardando l’allenamento della sua squadra, l’ultimo prima della partenza: è sereno, non è certo la prima vigilia di questa importanza.
Il responsabile delle nazionali rossocrociate ci risponde con il solito tono disponibile e ci trasmette un po’ di quella serenità di cui ogni tifoso avrebbe bisogno:
“Negli ultimi 2-3 giorni ho visto la squadra in grande crescita, sono piuttosto ottimista. Quando siamo arrivati abbiamo fatto un po’ di fatica ad adattarci al clima e al fuso orario: ha fatto bene il nostro preparatore a voler arrivare qui con qualche giorno di anticipo”.
Le gambe ora girano di nuovo:
“All’inizio avevamo tutti le gambe un po’ molli. È vero che ho già una certa età, ma ho fatto davvero fatica ad adattarmi e a dormire bene di notte. Ora tutto va meglio e i giocatori, che sono quelli che contano, sentono di nuovo le gambe girare. Lo si nota in questi ultimi allenamenti, dove l’intensità è decisamente aumentata”.
La Svizzera parte come la grande favorita di questo gruppo: vantaggio o svantaggio?
“Credo che ormai sia un’abitudine, lo siamo stati in quasi tutti i gironi degli ultimi anni, sia ai Mondiali che agli Europei. La squadra è convinta della propria forza e non ha paura di questo ruolo di favorito”.
Il debutto però è sempre carico di insidie:
“È vero, la prima gara è quella che ci darà certe risposte: se sappiamo giocare come abbiamo sempre fatto, allora credo che tutto andrà molto bene. Nelle ultime amichevoli abbiamo giocato bene sia con la Giordania che nel primo tempo con l’Australia: dovremo ripetere queste prestazioni”.
Anche quest’anno, lo slogan è stato “vogliamo riscrivere la storia”: insomma, siete ambiziosi.
“Bisogna esserlo, una squadra come la nostra deve credere nelle proprie qualità. Poi sappiamo benissimo che non sarà facile, anche perché per arrivare agli ottavi di finale, quest’anno ci sarà una partita in più. Ma l’obiettivo degli ottavi o addirittura dei quarti di finale, mi sembra realistico”.
Finora è un Mondiale molto discusso per ciò che accade fuori dal rettangolo verde:
“Come squadra non siamo toccati: sono cose che in fondo sono sempre successe e che per fortuna si risolvono. Noi dobbiamo pensare a restare concentrati su quello che possiamo controllare”.
A livello di calcio giocato, che Svizzera vedremo a questi Mondiali?
“Vogliamo mantenere la nostra identità e attraverso il nostro modo di fare calcio, cercare di dare ancora qualcosa in più del solito. Siamo sempre alla ricerca di un calcio dinamico e propositivo, fatto di grande intensità. Sono certo che se metteremo in campo queste caratteristiche, supereremo bene la fase a gironi”.
E poi, chissà…