Chissà cosa avranno pensato gli Azzurri, nel vedere ieri
sera la partita tra Canada e Bosnia-Erzegovina, terminata 1 a 1.
Una cosa la si può sicuramente dire: il livello è stato infimo. Poco altro da aggiungere.
Il Canada ci ha provato, ma con attaccanti come David, che alla Juventus prende 6 milioni di euro e non riesce a tirare mai in porta nemmeno contro simili avversari, tutto diventa più difficile.
E la Bosnia? Ha giocato un calcio difensivo, basato sulla muscolarità di Kolasinac (Atalanta), Katic (ex Zurigo) e Muharemovic, che ha fatto bene quest’anno al Sassuolo ma che è sembrato tutto tranne che un fuoriclasse. L’Inter aveva fatto probabilmente finta di interessarsi al giocatore, per poi mollarlo quando la cifra (si parlava addirittura di 40 milioni!) è salita: difficile trovare una spiegazione, se non attraverso l’amicizia Marotta-Carnevali (passato in questi giorni dal Sassuolo alla Juventus), a questa voce di mercato.
A parte le battute poco indovinate del presidente della Fifa Infantino, che ha preso in giro l’Italia, è davvero possibile che gli Azzurri non facciano parte delle migliori 48 squadre del pianeta? Sono davvero più deboli della Bosnia?
La risposta è no. Non sono più deboli della Bosnia. Anzi, sono più forti.
Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Di Marco, Barella, Tonali e Kean, sono meglio dei bosniaci.
E allora perché sono rimasti a casa? Vuoi vedere che il problema non è (solo) alla base, ma anche e soprattutto ai vertici?
La sconfitta con la Bosnia è da imputare senza dubbio alla federazione e alla scelta di Gattuso, inadatto per questo ruolo e andato in assoluta confusione durante lo spareggio.
Quando si sceglie un allenatore sulla base del “dobbiamo tornare a sentire il valore della maglia”, allora forse qualcosa non va.
E la voglia di rifondare interamente il calcio giovanile italiano? Va bene, ma qualche giorno fa l’Italia ha pur sempre vinto il campionato europeo Under 17. Vuoi vedere che non è proprio tutto da buttare?
Giusto ripensare il calcio giovanile, nella speranza di ritrovare i talenti di un tempo, ma la sensazione è che il vero problema nella vicina penisola sia nei vertici, vecchi, con poche idee e ancorati a principi e personaggi che non saranno mai in grado di permettere un salto di qualità.
E chi crede che Baldini, che ha diretto la nazionale maggiore in queste due gare schierando i suoi ragazzi dell’Under 21, possa essere la panacea di tutti i mali e il futuro di questa nazionale, si sbaglia di grosso. Basterebbe vedere qualche sua conferenza stampa per capire il perché.
Una cosa la si può sicuramente dire: il livello è stato infimo. Poco altro da aggiungere.
Il Canada ci ha provato, ma con attaccanti come David, che alla Juventus prende 6 milioni di euro e non riesce a tirare mai in porta nemmeno contro simili avversari, tutto diventa più difficile.
E la Bosnia? Ha giocato un calcio difensivo, basato sulla muscolarità di Kolasinac (Atalanta), Katic (ex Zurigo) e Muharemovic, che ha fatto bene quest’anno al Sassuolo ma che è sembrato tutto tranne che un fuoriclasse. L’Inter aveva fatto probabilmente finta di interessarsi al giocatore, per poi mollarlo quando la cifra (si parlava addirittura di 40 milioni!) è salita: difficile trovare una spiegazione, se non attraverso l’amicizia Marotta-Carnevali (passato in questi giorni dal Sassuolo alla Juventus), a questa voce di mercato.
A parte le battute poco indovinate del presidente della Fifa Infantino, che ha preso in giro l’Italia, è davvero possibile che gli Azzurri non facciano parte delle migliori 48 squadre del pianeta? Sono davvero più deboli della Bosnia?
La risposta è no. Non sono più deboli della Bosnia. Anzi, sono più forti.
Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Di Marco, Barella, Tonali e Kean, sono meglio dei bosniaci.
E allora perché sono rimasti a casa? Vuoi vedere che il problema non è (solo) alla base, ma anche e soprattutto ai vertici?
La sconfitta con la Bosnia è da imputare senza dubbio alla federazione e alla scelta di Gattuso, inadatto per questo ruolo e andato in assoluta confusione durante lo spareggio.
Quando si sceglie un allenatore sulla base del “dobbiamo tornare a sentire il valore della maglia”, allora forse qualcosa non va.
E la voglia di rifondare interamente il calcio giovanile italiano? Va bene, ma qualche giorno fa l’Italia ha pur sempre vinto il campionato europeo Under 17. Vuoi vedere che non è proprio tutto da buttare?
Giusto ripensare il calcio giovanile, nella speranza di ritrovare i talenti di un tempo, ma la sensazione è che il vero problema nella vicina penisola sia nei vertici, vecchi, con poche idee e ancorati a principi e personaggi che non saranno mai in grado di permettere un salto di qualità.
E chi crede che Baldini, che ha diretto la nazionale maggiore in queste due gare schierando i suoi ragazzi dell’Under 21, possa essere la panacea di tutti i mali e il futuro di questa nazionale, si sbaglia di grosso. Basterebbe vedere qualche sua conferenza stampa per capire il perché.