BASKET
Un'attesa lunga 53 anni
Pubblicato il 14.06.2026 18:16
di Alessandro Tamburini
1973, un anno che vide la fine della guerra in Vietnam, ma anche momenti storici che ci riportano agli anni di oggi, come la crisi petrolifera a causa della Guerra del Kippur o la prima chiamata pubblica da un telefono cellulare portatile effettuata dall'ingegnere Martin Cooper di Motorola. Era un anno dove Breznev e Nixon s’incontravano di persona mentre a New York s’inauguravano le torri gemelle del World Trade Center. Per chi come il sottoscritto nasceva nel 1973 era questo anche l’ultimo titolo dei New York Knicks, una franchigia che non ha mai cambiato nome, mai più vincente nonostante secondo la rivista Forbes, i NY Knicks sono il terzo club sportivo per valore al mondo e il primo nella NBA, stimato circa 4,6 miliardi di dollari.
Ci sono stati momenti di esaltazione (pochi) e depressione (molti), ma tutto si esaurì sempre prima dell’agognato anello, come negli anni ‘90 con Pat Ewing due volte all’ultimo atto. Il nuovo millennio è stato a lungo un incubo, con effimeri momenti di gloria come la “Linsanity” mentre a turno steccavano grandi nomi come Carmelo Anthony o Stephon Marbury. 
Nonostante i tifosi più ricchi e devoti del paese, come Spike Lee, l’iconico regista, o Taylor Swift, i Knicks ed il Madison Square Garden vanno di rifondazione in rifondazione, fino al 2022, quando da Dallas arriva la scelta numero 33 del draft nell’anno 2018. Jalen Marquis Brunson. Segnatevi il suo nome. Perché sarà lui l’eroe ed MVP del titolo di New York nel 2026, 53 anni dopo l’ultimo. Con lui tanti aggiunti dopo il suo arrivo, come Karl-Anthony Towns o Ogugua Anunoby, per citare alcuni dei nomi che coach Mike Brown (pure arrivato solo nel 2025) ha plasmato in modo pazzesco.
Vincere a New York, con i Knicks, è una storia attesa dal 1973, mentre il mondo è cambiato radicalmente, ma presenta per certi versi fatti storici non ancora “superati”. E mentre di sorpassi, in questa finale con San Antonio, NY ne ha effettuati di clamorosi, tornando da -29 in gara-4 e vincendo in rimonta anche gara-5. 
E nella “Grande Mela”, prima di focalizzarsi sul mondiale di calcio, è il momento di una festa infinita.