CAMPIONATO ITALIANO
Milan, se ci sei batti un colpo
Pubblicato il 15.06.2026 08:46
di Silvano Pulga
Difficile scrivere di Milan, in questo periodo. Come abbiamo già riferito in precedenza, dai canali ufficiali non filtra nulla; ci si deve così accontentare di confidenze di agenti, o dirigenti di altre società, che hanno notizie di seconda e terza mano. Tuttavia, in questi giorni, si sono registrate le dichiarazioni di Ralf Rangnick, che ha ufficialmente deciso di rimanere alla guida della nazionale austriaca. Scelta legittima, ovviamente. Il tecnico germanico non ha risposto a domande sul Milan. Filtra, tuttavia, un certo fastidio per l'atteggiamento della dirigenza rossonera la quale, sembrerebbe, dopo il colloquio conoscitivo sarebbe sparita: un ghosting, come fanno gli adolescenti inquieti. Incomprensibile, a questi livelli.
Si va avanti, quindi, come rabdomanti, a caccia di notizie. Le app di messaggeria istantanea sono piene di messaggi di colleghi alla ricerca di conferme di soffiate ricevute da non si sa chi, mentre chi gestisce canali YouTube è costretto, spesso, a parlare decine di minuti facendo ipotesi sul nulla. A oggi, sembrerebbe che il ruolo di responsabile scouting sia stato attribuito a Bobby Gardiner, il quale ricopriva in precedenza quello di recruitment analyst, mentre si continua a insistere, per la panchina, sul nome di Rúben Filipe Marques Amorim, in una sorta di dejà vu del dopo Pioli: il Milan che parla portoghese si porta dietro un pregiudizio negativo che spaventa il popolo rossonero, al netto dei risultati molto deludenti ottenuti dal tecnico ex Manchester Utd nel calcio che conta, oltre ai tanti dubbi legati al 3-4-2-1 utilizzato dal lusitano, che fa a pugni con le caratteristiche tecniche di tanti elementi in rosa.
La leggenda racconta che la proprietà, in puro stile statunitense, sia in mano a un'agenzia di recruiting, la quale agirebbe seguendo alcuni punti fermi imposti dalla proprietà medesima. Il più importante, ovviamente, il contenimento dei costi; il secondo, la ricerca di profili non di cittadinanza italiana. La logica imporrebbe, per esempio, la nomina (perlomeno in ambito sportivo) del DS come primo passo: una figura in grado di analizzare la rosa, scegliere un allenatore adatto e, assieme a lui, impostare la campagna di mercato. Tutto ciò non sta avvenendo, a dimostrazione che i parametri sono altri. E questo, ovviamente, è stato colto dal popolo rossonero. Che, per ora, si sfoga sui social, e tramite affissioni di manifesti in giro per Milano e non solo.  Più avanti, vedremo.