Taremi: “Troppa
tensione intorno a noi”.
Il c. t. Ghalenoei:
“Siamo qui solo per giocare a calcio”.
Il Mondiale dell'Iran sta
per iniziare, in condizioni poco normali. È noto che il calcio è la
continuazione della politica con altri mezzi. Gli iraniani possono
soggiornare solo temporaneamente negli Stati Uniti, giocano e poi devono tornare
immediatamente in Messico. Il loro hotel è militarizzato, per tenere
lontane eventuali proteste. La squadra vive sotto una pressione
continua. Il tecnico ha evidenziato come la preparazione sia stata
quasi impossibile, e ci ha tenuto a ringraziare il Messico per
l'ospitalità ricevuta. E come non rammentare il caso del talentuoso Sardar Azmoun, escluso per decisioni prese dall'alto. Taremi è stato meno diplomatico del suo
allenatore, e ha confessato: “Non sto vivendo la stessa
splendida esperienza delle precedenti Coppe del Mondo”.
L'evento dovrebbe essere indimenticabile, invece tutto si svolge con
severissime misure di sicurezza, e con clima che si può definire,
eufemisticamente, pesante sotto tutti i punti di vista.