È giusto partire dagli elogi: il pranzo conviviale organizzato
dall’Hockey Club Ambrì Piotta per favorire l’approccio tra i media e Lars
Weibel è stata un’iniziativa più che azzeccata. Alla società leventinese va un
sentito ringraziamento. Dopodiché, con il nuovo Direttore Sportivo biancoblù,
si è discusso a tutto tondo: dall’esperienza appena terminata in seno alla
Federazione a, naturalmente, la nuova sfida che lo attenderà ufficialmente dal
prossimo 1 luglio. “Provo sentimenti contrastanti: c’è tanto orgoglio per
quanto fatto negli ultimi sette anni ma ora mi sento pronto per guardare al
futuro e affrontare questa nuova esperienza con grande motivazione. Il lavoro
non manca e le decisioni da prendere sono ancora tante, ma credo che ad Ambrì
ci sia il potenziale per sviluppare qualcosa di interessante”.
Lavori serali
Nel suo periodo transitorio, dall’ufficialità arrivata ad
inizio gennaio sino alle scorse settimane, Weibel ha potuto fare gli interessi
del suo nuovo Club dalle 22:00 in poi. “Non avevo altra scelta, sono sincero. In
quei frangenti ho però potuto parlare molto con tutti gli attori coinvolti. Non
nego che è stata più dura di quanto immaginassi gestire le due situazioni: per
prendere determinate decisioni devi investire il giusto tempo e conoscere bene
le dinamiche: ascoltare è stato più importante che parlare e tirando le somme,
nonostante il lavoro da fare sia ancora tanto, sono e siamo contenti delle scelte
intraprese finora”.
Parole al miele per Tapola
Scherza, Lars Weibel, sull’esito della recente finale
iridata: “Un po’ mi fa male che proprio Jussi mi abbia battuto (ride, ndr.), ma
sono orgoglioso che sia lui il nostro allenatore, già sul finale dello scorso
campionato ha svolto un lavoro difficile ma molto positivo. Lo conosco da cinque
anni, da quando la Svizzera fa parte dell’Euro Hockey Tour e sapevo come
lavorava: nella selezione finlandese non è solo un assistente, ha parecchia
voce in capitolo. Non da ultimo, ha vinto parecchio e quando un allenatore
dimostra di saper vincere ha più facilità nel trasmettere il proprio messaggio”.
Al momento della conferma di Tapola, non è stato fatto alcun riferimento legato
alle restanti figure dello staff tecnico. Weibel ha fatto chiarezza a tal
proposito: “Assieme a Jussi abbiamo raggiunto un accordo triennale pure con Pasi
Puistola, mentre posso dire che siamo molto vicini alla firma di un terzo componente:
un profilo che conosce bene il nostro hockey soprattutto a livello giovanile, poiché
vogliamo diventare attrattivi per i giocatori tra i 17 e i 20 anni. Questo sarà
importantissimo".
Parola d’ordine: strategia
Nel corso di tutto il pomeriggio è stato questo il mantra
del nuovo DS biancoblù: “Per me è sempre stato importante avere una strategia, ho
vissuto ogni giorno sin qui con questo scopo. Tanti hanno la propria ma poi non
le danno seguito e sarà per me fondamentale instaurare quella giusta e darle seguito,
anche quando ci saranno le prime pressioni sarà importante non cambiare rotta.
In tal senso abbiamo iniziato irrobustendo il parco stranieri rendendolo allo
stesso tempo più veloce e soprattutto più giovane. Questo era un tassello sul
quale abbiamo potuto intervenire subito, mentre per altre figure dovremo
pazientare e intervenire di anno in anno. Vogliamo però diventare più veloci e
più strutturati, cercando di ringiovanire il roster laddove possibile”. Per
quanto riguarda la collaborazione con i Bellinzona Snakes Weibel è stato chiaro:
“stiamo lavorando assieme a loro per trovare le giuste soluzioni e creare una
filosofia adatta per sviluppare i nostri giovani. In passato non è stato
possibile purtroppo ma creare delle sinergie sarà importante per tutte le parti
coinvolte poiché è una realtà geograficamente vicina e nella quale si parla la
stessa lingua”.
L’esempio della Nati
Sull’identikit che dovrà avere il giocatore ideale per l’Ambrì
Piotta Weibel si è espresso così: “I successi che abbiamo ottenuto con la
Nazionale negli ultimi anni sono nati grazie alla “Swissness”, una cultura che
ci differenzia dal resto del mondo basata sul legame alla maglia e alla propria
nazione. Dobbiamo essere capaci di creare un contesto simile anche ad Ambrì. I
giocatori che arriveranno dovranno sentirsi addosso i colori biancoblù: sono un
unicum in Svizzera ed è una realtà che si avvicina molto al concetto spiegato
in precedenza. Per noi sarà importante che i giocatori vivano di questi valori,
lavorando duro ogni giorno. In caso contrario sarà molto difficile vincere.
Dobbiamo anche essere consapevoli che se dovessimo trovare dei talenti, questi
potrebbero guardare ad altri lidi per il loro prosieguo. È importante precisare
che il giovane non ha il posto assicurato, così come non lo avrà il più
esperto: chi merita giocherà. In tal senso abbiamo l’allenatore giusto, Tapola sa
mantenere tutti sul pezzo”. Per qualcuno, forse, anche troppo… “Questo non lo
so” fa eco Weibel “ma in ogni caso è giusto così. Quando ho firmato il
contratto ho sentito gran parte dei giocatori per capire il carattere di ognuno:
per me è importante sapere che chi vorrà venire ad Ambrì non lo fa solo perché qui
la polenta è buona”. Una considerazione, poi, sulla possibilità di ripetere la scorsa
nefasta stagione: “giocando al massimo ogni sera è molto probabile che
vinceremo più partite”.
L’estate di Inti
Non poteva mancare la menzione al Figlio della Valle: Weibel
lo ha definito “Mister Ambrì”: “Ha perfettamente quanto indicato sopra nel suo
DNA ma per noi ora è importante che tutti siano ad un livello massimo per poter
mettere in pratica il nostro modello nel miglior modo possibile. Con lui siamo
stati chiari e lui ha accettato la nostra visione, consapevole di quanto sarà
dura per lui questa estate. È un principio, questo, che varrà comunque per
tutti”.
La seconda vita in Ticino
“Sono contento che capiate bene il mio italiano” risponde
scherzando Weibel a chi gli fa i complimenti per come si sta esprimendo nella
nostra lingua “ma non è nemmeno vicino all’essere perfetto. Ho perso parecchio
da quando lasciai Lugano più di 20 anni fa e non l’ho più utilizzato frequentemente.
Adagio adagio nelle ultime settimane sta ritornando ma la difficoltà rimane”. Impossibile,
infine, non fare riferimento al passato da giocatore a Lugano e a quel titolo
vinto proprio alla Valascia… “Ho parlato con alcuni dei miei ex compagni di
allora. C’è stato chi, come Marcel Jenni, voleva seguirmi prima di accordarsi
con il Kloten, e chi scherzando avrebbe preferito vedermi con addosso altri
colori. In ogni caso, chi mi conosce bene anche all’infuori di quel gruppo è
molto contento per questa mia nuova possibilità”.
(Foto SS)