HC AMBRÌ PIOTTA
"Vedo parecchio potenziale"
Pubblicato il 17.06.2026 00:03
di Sandro Solcà
È giusto partire dagli elogi: il pranzo conviviale organizzato dall’Hockey Club Ambrì Piotta per favorire l’approccio tra i media e Lars Weibel è stata un’iniziativa più che azzeccata. Alla società leventinese va un sentito ringraziamento. Dopodiché, con il nuovo Direttore Sportivo biancoblù, si è discusso a tutto tondo: dall’esperienza appena terminata in seno alla Federazione a, naturalmente, la nuova sfida che lo attenderà ufficialmente dal prossimo 1 luglio. “Provo sentimenti contrastanti: c’è tanto orgoglio per quanto fatto negli ultimi sette anni ma ora mi sento pronto per guardare al futuro e affrontare questa nuova esperienza con grande motivazione. Il lavoro non manca e le decisioni da prendere sono ancora tante, ma credo che ad Ambrì ci sia il potenziale per sviluppare qualcosa di interessante”.
Lavori serali
Nel suo periodo transitorio, dall’ufficialità arrivata ad inizio gennaio sino alle scorse settimane, Weibel ha potuto fare gli interessi del suo nuovo Club dalle 22:00 in poi. “Non avevo altra scelta, sono sincero. In quei frangenti ho però potuto parlare molto con tutti gli attori coinvolti. Non nego che è stata più dura di quanto immaginassi gestire le due situazioni: per prendere determinate decisioni devi investire il giusto tempo e conoscere bene le dinamiche: ascoltare è stato più importante che parlare e tirando le somme, nonostante il lavoro da fare sia ancora tanto, sono e siamo contenti delle scelte intraprese finora”.
Parole al miele per Tapola
Scherza, Lars Weibel, sull’esito della recente finale iridata: “Un po’ mi fa male che proprio Jussi mi abbia battuto (ride, ndr.), ma sono orgoglioso che sia lui il nostro allenatore, già sul finale dello scorso campionato ha svolto un lavoro difficile ma molto positivo. Lo conosco da cinque anni, da quando la Svizzera fa parte dell’Euro Hockey Tour e sapevo come lavorava: nella selezione finlandese non è solo un assistente, ha parecchia voce in capitolo. Non da ultimo, ha vinto parecchio e quando un allenatore dimostra di saper vincere ha più facilità nel trasmettere il proprio messaggio”. Al momento della conferma di Tapola, non è stato fatto alcun riferimento legato alle restanti figure dello staff tecnico. Weibel ha fatto chiarezza a tal proposito: “Assieme a Jussi abbiamo raggiunto un accordo triennale pure con Pasi Puistola, mentre posso dire che siamo molto vicini alla firma di un terzo componente: un profilo che conosce bene il nostro hockey soprattutto a livello giovanile, poiché vogliamo diventare attrattivi per i giocatori tra i 17 e i 20 anni. Questo sarà importantissimo".
Parola d’ordine: strategia
Nel corso di tutto il pomeriggio è stato questo il mantra del nuovo DS biancoblù: “Per me è sempre stato importante avere una strategia, ho vissuto ogni giorno sin qui con questo scopo. Tanti hanno la propria ma poi non le danno seguito e sarà per me fondamentale instaurare quella giusta e darle seguito, anche quando ci saranno le prime pressioni sarà importante non cambiare rotta. In tal senso abbiamo iniziato irrobustendo il parco stranieri rendendolo allo stesso tempo più veloce e soprattutto più giovane. Questo era un tassello sul quale abbiamo potuto intervenire subito, mentre per altre figure dovremo pazientare e intervenire di anno in anno. Vogliamo però diventare più veloci e più strutturati, cercando di ringiovanire il roster laddove possibile”. Per quanto riguarda la collaborazione con i Bellinzona Snakes Weibel è stato chiaro: “stiamo lavorando assieme a loro per trovare le giuste soluzioni e creare una filosofia adatta per sviluppare i nostri giovani. In passato non è stato possibile purtroppo ma creare delle sinergie sarà importante per tutte le parti coinvolte poiché è una realtà geograficamente vicina e nella quale si parla la stessa lingua”.
L’esempio della Nati
Sull’identikit che dovrà avere il giocatore ideale per l’Ambrì Piotta Weibel si è espresso così: “I successi che abbiamo ottenuto con la Nazionale negli ultimi anni sono nati grazie alla “Swissness”, una cultura che ci differenzia dal resto del mondo basata sul legame alla maglia e alla propria nazione. Dobbiamo essere capaci di creare un contesto simile anche ad Ambrì. I giocatori che arriveranno dovranno sentirsi addosso i colori biancoblù: sono un unicum in Svizzera ed è una realtà che si avvicina molto al concetto spiegato in precedenza. Per noi sarà importante che i giocatori vivano di questi valori, lavorando duro ogni giorno. In caso contrario sarà molto difficile vincere. Dobbiamo anche essere consapevoli che se dovessimo trovare dei talenti, questi potrebbero guardare ad altri lidi per il loro prosieguo. È importante precisare che il giovane non ha il posto assicurato, così come non lo avrà il più esperto: chi merita giocherà. In tal senso abbiamo l’allenatore giusto, Tapola sa mantenere tutti sul pezzo”. Per qualcuno, forse, anche troppo… “Questo non lo so” fa eco Weibel “ma in ogni caso è giusto così. Quando ho firmato il contratto ho sentito gran parte dei giocatori per capire il carattere di ognuno: per me è importante sapere che chi vorrà venire ad Ambrì non lo fa solo perché qui la polenta è buona”. Una considerazione, poi, sulla possibilità di ripetere la scorsa nefasta stagione: “giocando al massimo ogni sera è molto probabile che vinceremo più partite”.
L’estate di Inti
Non poteva mancare la menzione al Figlio della Valle: Weibel lo ha definito “Mister Ambrì”: “Ha perfettamente quanto indicato sopra nel suo DNA ma per noi ora è importante che tutti siano ad un livello massimo per poter mettere in pratica il nostro modello nel miglior modo possibile. Con lui siamo stati chiari e lui ha accettato la nostra visione, consapevole di quanto sarà dura per lui questa estate. È un principio, questo, che varrà comunque per tutti”.
La seconda vita in Ticino
“Sono contento che capiate bene il mio italiano” risponde scherzando Weibel a chi gli fa i complimenti per come si sta esprimendo nella nostra lingua “ma non è nemmeno vicino all’essere perfetto. Ho perso parecchio da quando lasciai Lugano più di 20 anni fa e non l’ho più utilizzato frequentemente. Adagio adagio nelle ultime settimane sta ritornando ma la difficoltà rimane”. Impossibile, infine, non fare riferimento al passato da giocatore a Lugano e a quel titolo vinto proprio alla Valascia… “Ho parlato con alcuni dei miei ex compagni di allora. C’è stato chi, come Marcel Jenni, voleva seguirmi prima di accordarsi con il Kloten, e chi scherzando avrebbe preferito vedermi con addosso altri colori. In ogni caso, chi mi conosce bene anche all’infuori di quel gruppo è molto contento per questa mia nuova possibilità”.
(Foto SS)