MONDIALE
Messi e la sudditanza psicologica
Pubblicato il 17.06.2026 06:56
di Red.
Gli aggettivi per descrivere Leo Messi sono terminati. Sta per compiere 39 anni e il suo Mondiale è cominciato con una tripletta, finisce la partita in lacrime per l'emozione e per questioni che vanno oltre campo. Ma Messi l'incontro non avrebbe dovuto finirlo, quando il risultato era sull'1 a 0 (si era al 31° minuto), il fuoriclasse doveva essere espulso. Ha, infatti, calpestato il polpaccio di un avversario. Aissa Mandi si era posto tra lui e il pallone, e l'argentino ha colpito con i tacchetti l'avversario. Scarpa alta e pressione dei tacchetti evidente, il piede era a martello e la sua gamba era tesa. Messi si è reso conto dell'intervento, poco importa se violento o imprudente, e si è immediatamente scusato. La scena è avvenuta sotto gli occhi di un arbitro a dir poco conosciuto: Marciniak, che arbitrò la finale di 4 anni fa. La Pulce non ha ricevuto nemmeno il cartellino giallo, il direttore di gara ha sorvolato sulla durezza e sulla pericolosità dell'intervento. Sudditanza psicologica?