Diciamolo: questo 2026 verrà ricordato a lungo dagli appassionati di ciclismo della Svizzera italiana. Poche settimane fa il passaggio del Giro d'Italia, con la tappa Bellinzona-Carì, che rimarrà nella storia di questa edizione; e oggi, a Locarno, la seconda tappa del Tour de Suisse, con al via nientemeno che Tadej Pogačar, in maglia oro dopo la prima frazione di ieri in Valtellina, vinta per distacco: cosa chiedere di più? Aggiungiamoci anche le ottime condizioni della meteo, il percorso della corsa, che toccherà gran parte del nostro Cantone, visto che passerà anche da Lugano e da Bellinzona, prima di chiudersi nella località di partenza, e il menu per tutti gli amici delle due ruote è servito. Un formato nuovo, con l'arrivo e la partenza nella stessa località, secondo noi apprezzabilissimo.
Una tappa, quella ticinese, magari non durissima ma che, col caldo, potrebbe giocare qualche brutto scherzo a qualcuno dei tanti big in gara. Pur essendo lontana dall'arrivo, la salita sul Monte Ceneri verso il Sottoceneri e ritorno potrebbe creare qualche problema. Finale invece nervoso, con una salita di 3 km prima di Tenero, discesa e un altro strappo di un chilometro e mezzo, prima della discesa verso il Verbano, per lo sprint finale.
Dopodiché, il campione del mondo sloveno ieri, in Valtellina, ha fatto una delle sue imprese, andando in fuga solitaria per 70 km, precedendo sul traguardo di Sondrio Richard Carapaz di 2'14": una vera e propria ipoteca sulla vittoria finale. La giornata ticinese è stata invece caratterizzata da una lunga fuga di 14 corridori, i quali hanno mantenuto per lungo tempo un vantaggio di circa 2'30". Grande bagarre nel finale, con i fuggitivi che sono rimasti in 5, mentre dietro Tadej Pogačar, aiutato da Jhonatan Narváez, si gettava all'inseguimento, giungendo però al traguardo di Locarno ancora staccato di 4" dai battistrada, regolati in volata da Romain Grégoire della Groupama. Il ciclismo, e il Ticino, anche questa volta, hanno saputo regalare emozioni stupende e paesaggi meravigliosi.
Una tappa, quella ticinese, magari non durissima ma che, col caldo, potrebbe giocare qualche brutto scherzo a qualcuno dei tanti big in gara. Pur essendo lontana dall'arrivo, la salita sul Monte Ceneri verso il Sottoceneri e ritorno potrebbe creare qualche problema. Finale invece nervoso, con una salita di 3 km prima di Tenero, discesa e un altro strappo di un chilometro e mezzo, prima della discesa verso il Verbano, per lo sprint finale.
Dopodiché, il campione del mondo sloveno ieri, in Valtellina, ha fatto una delle sue imprese, andando in fuga solitaria per 70 km, precedendo sul traguardo di Sondrio Richard Carapaz di 2'14": una vera e propria ipoteca sulla vittoria finale. La giornata ticinese è stata invece caratterizzata da una lunga fuga di 14 corridori, i quali hanno mantenuto per lungo tempo un vantaggio di circa 2'30". Grande bagarre nel finale, con i fuggitivi che sono rimasti in 5, mentre dietro Tadej Pogačar, aiutato da Jhonatan Narváez, si gettava all'inseguimento, giungendo però al traguardo di Locarno ancora staccato di 4" dai battistrada, regolati in volata da Romain Grégoire della Groupama. Il ciclismo, e il Ticino, anche questa volta, hanno saputo regalare emozioni stupende e paesaggi meravigliosi.