Trasforma con freddezza il rigore del 4 a 1 e, giusto
riconoscerlo, disputa una buona gara.
Granit Xhaka, contro la Bosnia, ha aumentato il suo livello di gioco: giocate finalmente più verticali e una brillantezza che non si era vista nella sfida contro il Qatar.
Anche il pallone che serve a Vargas, autore poi dell’assist del 3 a 0 di Manzambi, non è così scontato.
Insomma, se ci fosse da fare un titolo su di lui, potrebbe essere “finalmente Granit”. Da un giocatore come lui, osannata primo in Germania e poi in Inghilterra, ci si aspettano più partite così.
Peccato che ancora una volta, il nostro capitano, non è riuscito a trattenere la polemica: dopo il rigore trasformato, con le mani che si aprono e si chiudono a becco d’anatra, se l’è presa con chi parla troppo. O forse, in questo caso, a chi aveva osato criticarlo per le sue parole dure e sferzanti dopo il pareggio contro il Qatar.
Il Blick, in questi giorni, aveva rivelato che alcuni compagni lo considererebbero addirittura una presenza tossica, insomma, qualcuno in grado di rovinare l’ambiente.
E anche questa sera, il capitano, non è riuscito a godersi semplicemente la vittoria, ma ha voluto ancora una volta alimentare le polemiche e far sì che si parlasse di lui. E ovviamente, non in maniera positiva. Peccato, perché in campo, stavolta, aveva fatto il suo dovere.
Granit Xhaka, contro la Bosnia, ha aumentato il suo livello di gioco: giocate finalmente più verticali e una brillantezza che non si era vista nella sfida contro il Qatar.
Anche il pallone che serve a Vargas, autore poi dell’assist del 3 a 0 di Manzambi, non è così scontato.
Insomma, se ci fosse da fare un titolo su di lui, potrebbe essere “finalmente Granit”. Da un giocatore come lui, osannata primo in Germania e poi in Inghilterra, ci si aspettano più partite così.
Peccato che ancora una volta, il nostro capitano, non è riuscito a trattenere la polemica: dopo il rigore trasformato, con le mani che si aprono e si chiudono a becco d’anatra, se l’è presa con chi parla troppo. O forse, in questo caso, a chi aveva osato criticarlo per le sue parole dure e sferzanti dopo il pareggio contro il Qatar.
Il Blick, in questi giorni, aveva rivelato che alcuni compagni lo considererebbero addirittura una presenza tossica, insomma, qualcuno in grado di rovinare l’ambiente.
E anche questa sera, il capitano, non è riuscito a godersi semplicemente la vittoria, ma ha voluto ancora una volta alimentare le polemiche e far sì che si parlasse di lui. E ovviamente, non in maniera positiva. Peccato, perché in campo, stavolta, aveva fatto il suo dovere.