Difficile scrivere e parlare di Milan in questo periodo.
Anche oggi, giorno nel quale la situazione a livello dirigenziale sembrerebbe
vicina a una svolta (nulla di ufficiale, sinora), non si può che prendere atto
di quanto visto in queste ultime settimane, assolutamente inedito.
Durante la notte, complice il fuso orario rispetto agli USA,
Jerry Cardinale avrebbe deciso per una soluzione definita da lui stesso
"modello Liverpool": il neo arrivato tecnico Ruben Amorim verrebbe
infatti coinvolto nelle operazioni di mercato e gestione della rosa, facendo
l'allenatore - manager. Questo significherebbe non inserire nessuno all'interno
dell'organigramma rossonero: le figure del direttore sportivo e di quello
tecnico non verrebbero (almeno per ora) coperte. Si opererebbe mediante un team
di lavoro composto da Gerry Cardinale in persona, da Bobby Gardiner (l'uomo
degli algoritmi, promosso così a capo scout), dall'assistente
dell'amministrazione Hendrik Almstadt (dirigente che fece retrocedere l'Aston
Villa, alcuni anni fa), David Castelblanco e da alcuni professionisti di
RedBird. Zlatan Ibrahimović non appare, ma sembrerebbe essere il vero vincitore
in questa situazione: Jerry Cardinale, al netto dell'impegno economico, sul
quale vuole avere ogni tipo di potere, probabilmente ascolterà lui prima di
procedere a qualunque scelta. Massimo Calvelli ha assunto le deleghe che erano
di Giorgio Furlani, anche se sembrerebbe certo che arriverà, in un futuro più o
meno prossimo un nuovo Amministratore Delegato, ma senza alcun ruolo sportivo.
Secondo questo schema, l'approvazione di ogni scelta verrà quindi fatta da
Gerry Cardinale in prima persona. Soluzione fatta in casa con uomini che fanno
già parte del club e nessun nuovo stipendio, che sembra essere un particolare
non secondario.
Queste, quindi, le novità. Pochi uomini di calcio, un solo
italiano (non addetto, però, alla gestione sportiva) nella stanza dei bottoni,
un allenatore - manager che dovrà dividere il proprio tempo tra il campo
d'allenamento e la scrivania. Nessun ex giocatore del Milan, neppure come
figura di rappresentanza. C'è istintiva prudenza nella sala stampa di San Siro:
il cronista sportivo, per abitudine, tende sempre ad attendere il verdetto del
campo. La sensazione è che potrebbero partire dei big per procurare i fondi per
una campagna di mercato che, si è già detto, dovrà essere autofinanziata.
Tuttavia, non abbiamo mai visto una squadra uscire rafforzata con questi
presupposti, a meno di vedere esplodere elementi sfuggiti in precedenza agli
scout delle migliori squadre europee: possibile, ma improbabile.