Vicky Mantegazza si appresta ad iniziare la sua sedicesima
stagione alla guida dell’HC Lugano. Traguardo, questo, che permetterà alla sua
presidenza di diventare la più longeva della storia del club. E a sentirla non
è ancora stanca, anzi. È sempre più entusiasta di poter guidare ciò che il papà
Geo fece diventare grande negli anni ’80.
Due finali le ha raggiunte, seppur perse contro Berna e
Zurigo, città potenzialmente anche più forti finanziariamente. Poi un
saliscendi di classifiche e sogni infranti nei play off, con le ultime due
stagioni in contrapposizione ma entrambe significative: quella della salvezza e
quella della rinascita. Ora che ha affidato le redini a Jannik Steinmann si
sente più leggera. Sempre responsabile, ma più leggera.
L’estate sarà lunga e, vedendo queste prime giornate,
caldissima. L’attesa che ci separa dall’inizio del campionato e dal
riassaporare la frescura della Cornér Arena la inganneremo con qualche tuffo al
lago o in piscina. Il Ticino e Lugano sono talmente belli che questi tre mesi
voleranno, con il sudore dei giocatori che si stanno allenando duramente e che
avranno una settimana di pausa verso metà luglio, per poi rientrare ed iniziare
il lavoro sul ghiaccio di Sigirino in attesa che la Cornèr Arena torni
ghiacciata e bollente sugli spalti. Lugano è hockey, dice lo slogan di
quest’anno in bella mostra sui bus della città e sui cartelloni pubblicitari.
La campagna abbonamenti è iniziata. Visto l’entusiasmo tornato lo scorso
inverno c’è da credere che quest’anno si possa tornare ai 5000 abbonati, come
prima del Covid. Obiettivo impossibile? No, direi proprio raggiungibile con i
nuovi stranieri ingaggiati e la voglia di migliorarsi ulteriormente.
I contratti firmati hanno come visione un possibile titolo
che Vicky meriterebbe di festeggiare più di ogni altra persona. Magari entro il
2028/29, con in porta Elvis. Ma questa è tutt’altra storia, che attualmente sa
di favola.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)