CALCIO ITALIANO
Il sogno (proibito) Maldini
Pubblicato il 24.06.2026 08:01
di Silvano Pulga
Come noto, la FIGC, dopo le ultime vicissitudini, si è affidata a Giovanni Malagò. Uomo esperto, con un passato al CONI, sostenuto dalla Lega Serie A, Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori (il che gli ha consentito di ottenere il 68,58% delle preferenze).  Tutto come da pronostico, quindi, al netto del fatto che, come detto da Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, era dal 2001 che mancava un presidente indicato dai club di serie A sulla poltrona più importante del calcio italiano: era ancora in vita Gianni Agnelli, pe dire.
Le sue prime parole?  Come riferisce ANSA "Si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle 'discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica", rivelando inoltre che venerdì avrà un incontro con il ministro dello sport Andrea Abodi. Il curriculum del nuovo presidente non si discute:  Malagò ha guidato il CONI dal 2013 al 2025, ricoprendo in seguito il ruolo di presidente del Comitato organizzatore dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Parlano per lui anche le medaglie conquistate dalle delegazioni azzurre a Rio 2016, Tokyo 2020 e, soprattutto, a Parigi 2024.
Ora, si torna a parlare del CT degli Azzurri: in pole position i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini, entrambi già passati da Coverciano. C'è poi la grande sfida degli Europei 2032, organizzati assieme alla Turchia. Malagò, molto attento agli uomini di cui si circonda, aveva, nei giorni scorsi, sondato la disponibilità di Paolo Maldini a ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico della Nazionale. Quando tutto sembrava ormai concluso, sono però apparse diverse indiscrezioni di stampa che certificherebbero il "No, grazie" dell'ex giocatore e dirigente del Milan. Ci sta: l'ex difensore ha sempre detto di volere incarichi operativi. E il Direttore Tecnico della Nazionale è invece una figura pagata soprattutto per farsi fotografare a bordo campo. Non è il primo: prima di lui, lo aveva fatto Roberto Baggio.
Non c'è da stupirsi: lui e Maldini sono uomini con le idee chiare. E vogliono poter decidere. Hanno le competenze e, prima di tutto, la fortuna di poter essere indipendenti. Non possono e non vogliono essere influenzati dalle potenti lobby che ruotano attorno al mondo del calcio della vicina Penisola. Convincerli a fare gli uomini immagine, i parafulmini in caso di risultati negativi, è impossibile. E meno male, diciamo noi.