Ha rischiato un altro patatrac, la Svizzera, nel gestire la
rete di vantaggio sul Canada. Ha rischiato un altro patatrac pure Murat Yakin,
inserendo all’85’ Itten e Fassnacht al posto di Embolo e Manzambi (alla terza rete in questo Mondiale!) con i
canadesi già arrembanti alla ricerca del 2-2. Lo ha rischiato già in partenza,
a onor del vero, il selezionatore rossocrociato, con degli esperimenti dal primo
minuto assai proibitivi per la posta che vi era in palio: se Jaquez sulla
fascia destra ha mostrato buone cose, la prova di Djibril Sow resta semplicemente
indecifrabile. Tutto comunque vanificato: la Svizzera vince e si guadagna il
diritto di affrontare per la quinta volta nelle ultime sei edizioni del Mondiale
la fase ad eliminazione diretta, e lo fa alla testa del proprio girone, come da obiettivo e come non
accadeva da Germania 2006. Un percorso netto guastato solo dallo sciagurato finale contro il Qatar, ma poco importa, allo stato attuale delle cose.
La partita di Vancouver si è disputata sulla falsariga delle
due precedenti: la Svizzera non ha incantato e ha costruito il suo successo in
avvio di secondo tempo (letteralmente: a Vargas sono bastati 36 secondi per aprire le marcature), complice anche una retroguardia canadese molto ballerina
e colpevole su entrambe le reti dei nostri. Il secondo “hydration break” è stato
forse gestito con un po’ troppa leggerezza e poco dopo aver ripreso il gioco è
la difesa elvetica a farsi cogliere impreparata: troppo lo spazio concesso a Promise David per insaccare il
pericoloso punto del 2-1, che ha ridato slancio ad un Canada sin lì deludente. La
Nati da lì gestisce assumendosi anche qualche rischio ma senza andare troppo a
cercare la terza rete che avrebbe dato un’ulteriore sicurezza, cosa che avrebbe
probabilmente aiutato, data la maggior grinta dei ragazzi di Jesse Marsch. A
bloccare le azioni nordamericane ci ha pensato Gregor Kobel, non sempre convintissimo
nei suoi interventi ma concreto nel momento del bisogno.
Il primo posto di fatto scalza il Canada dal suo territorio
amico e permette a Freuler e compagni di recuperare le forze in vista del
sedicesimo di finale del 3 luglio, sempre a Vancouver (alle 5 del mattino in Svizzera), contro una delle
migliori terze tra i gruppi E, F, G, I e J. Bisognerà attendere l'esito del campo per scoprire gli avversari, nel frattempo sarà imperativo sfruttare al meglio questi otto giorni di sosta per limare le (parecchie) cose che ancora non vanno come devono.
(Foto Immagini RSI)