Nico Paz resta a Como. Ma la notizia, che i giornalisti
della sala stampa del Sinigaglia hanno accolto con soddisfazione, ma senza
stupore, è nei particolari: la volontà del giocatore di rimanere, espressa in
modo concreto, anche con piccoli gesti (il cappellino del club indossato al
mondiale, per dire) ma, soprattutto, con un esborso economico importante (60
milioni di euro) e senza contropartite tecniche. Non proprio una roba da nulla.
Il club, che non ha debiti e che sarà, in autunno, alla prima stagione nelle
coppe europee, dovrà rientrare entro la primavera 2027 nei parametri del fair
play finanziario UEFA. Certo, l'investimento è di quelli da far tremare i
polsi, per un club di queste dimensioni. Tuttavia, può starci
anche nell'ambito del citato FPF UEFA.
Come noto, UEFA e FIGC stabiliscono come una società non
possa spendere più del 70% dei ricavi, con la deroga italiana legata
all'iniezione di nuovi capitali, cosa che avviene regolarmente alle pendici del
Baradello. Dal canto suo, come spiegava Xavier Iacobelli, l'UEFA impone di non
perdere più di 60 milioni in un triennio, al netto degli investimenti nel
vivaio e nelle infrastrutture. E a Como, col centro sportivo di Mozzate e la
ristrutturazione del Sinigaglia, non stanno certo con le mani in mano,
nonostante le perdite accumulate negli ultimi due esercizi (circa 150 milioni
di euro, destinati a crescere dopo questa sessione di mercato estivo). L'UEFA
attende così la primavera del 2027, come scritto sopra, visto che il club è una
matricola nelle competizioni internazionali ma che, soprattutto, non ha debiti
né con le banche né con terzi, grazie alle iniezioni continue di denaro da
parte della proprietà. Andrà poi considerato il valore crescente della rosa (a
oggi 385 milioni di euro), oltre agli investimenti a largo raggio sull'intero
sistema squadra-società.
Il blitz madrileno del direttore sportivo dei Blancos
Carlalberto Ludi, prima della scadenza del termine per la recompra, fissato al
30 del mese corrente, appare così oggi come una mossa concordata con i lariani,
grazie anche alla volontà di Nico che ha fatto pesare il suo desiderio di
rimanere con Cesc Fàbregas. Il Real conserva la chance di riacquisto
esercitabile nell'estate 2027, sulla base di 80 milioni e un'alta percentuale
circa l'eventuale futura cessione del numero 10, qualora il Como decidesse in tal
senso. Con tanti saluti a chi già pensava a sirene inglesi, o a chi aveva
scritto che l'argentino "voleva solo l'Inter". Ma il mercato è ancora
lungo, così come la lista di giocatori di spessore desiderosi di accasarsi nel
club nerazzurro.
(Foto SS)