Diciamolo: il mondiale comincia
adesso. Certo, le piccole sono folclore, e consentono di pompare a
piene mani nella narrazione del calcio di tutti, dell'universalità
dello sport che però, a volte, la realtà dei fatti rende falsa come
una moneta da tre franchi. Sì, perché la nazionale iraniana è
stata trattata da rappresentante di un Paese in stato di guerra col
principale Stato organizzatore, a ricordarci che la geopolitica è
dominante su tutto il resto, ci piaccia o no. A noi, per dire, non
piace: ma sappiamo bene che il nostro parere, seppur condiviso da
miliardi di persone, non conta nulla di fronte alla volontà di
potenza di alcune grandi nazioni. Fatta la doverosa premessa,
torniamo al calcio giocato. 32 squadre, eliminazione diretta a
partita secca: niente di meglio, per un vizioso di calcio. Mettiamo
le mani avanti: a nostro parere diverse compagini di spessore,
compresa la Nati, hanno giocato sinora in modalità Eco,
come si fa con le autovetture nei tratti piani o in città. Troppo
lungo il torneo, troppo importante la posta in palio. Poi,
ovviamente, c'è chi ha voluto già mettere in chiaro un paio di
cose, come la Francia, che può permettersi di tenere un giocatore
dominante in Serie A come Marcus Thuram in panchina e, nonostante
quello, tritare avversari emergenti come la Norvegia (la quale ha
giocato però in modalità Eco, essendo già
qualificata). La sensazione, in definitiva, è che abbia prevalso
sinora, da parte di molti, una certa prudenza. Fattori ambientali (il
caldo, i lunghi trasferimenti), il conseguente rischio infortuni, il
fatto che, da adesso, si comincerà a fare sul serio, col rischio di
giocare partite da 120 minuti, hanno forse convinto qualche
protagonista a non spingere al massimo. A fare la differenza sono
state così le motivazioni di qualche nazionale di medio cabotaggio,
mentre hanno lasciato perplessi le prestazioni, per esempio, di
Tunisia, Turchia e Uruguay, che nessuno immaginava già ora con le
valigie in mano. Sedicesimi, dunque, che offriranno qualche
sfida di sicuro interesse (pensiamo a Olanda-Marocco e
Portogallo-Croazia: le più incerte, a nostro avviso) e altre con un
favorito ma con la necessità di mantenere altissima la
concentrazione: parliamo di Germania-Paraguay, Messico-Equador ma,
soprattutto, Svizzera-Algeria. Inutile sottolinearlo: a livello di
compagini di questa categoria, la Nati ha pescato la peggiore che le
potesse capitare. Vladimir Petković in panchina, vale a dire uno che
i rossocrociati li conosce benissimo; aggiungiamoci Mohamed Amoura,
uno al quale vogliamo un gran bene, ma che, nostro malgrado, dovremo
sperare che esca dal campo a testa bassa. Crudele, magari: ma è il
calcio.
(Foto
Immagini RSI)