MONDIALI
Inizia il "vero" Mondiale
Pubblicato il 28.06.2026 11:17
di Silvano Pulga
Diciamolo: il mondiale comincia adesso. Certo, le piccole sono folclore, e consentono di pompare a piene mani nella narrazione del calcio di tutti, dell'universalità dello sport che però, a volte, la realtà dei fatti rende falsa come una moneta da tre franchi. Sì, perché la nazionale iraniana è stata trattata da rappresentante di un Paese in stato di guerra col principale Stato organizzatore, a ricordarci che la geopolitica è dominante su tutto il resto, ci piaccia o no. A noi, per dire, non piace: ma sappiamo bene che il nostro parere, seppur condiviso da miliardi di persone, non conta nulla di fronte alla volontà di potenza di alcune grandi nazioni. Fatta la doverosa premessa, torniamo al calcio giocato. 32 squadre, eliminazione diretta a partita secca: niente di meglio, per un vizioso di calcio. Mettiamo le mani avanti: a nostro parere diverse compagini di spessore, compresa la Nati, hanno giocato sinora in modalità Eco, come si fa con le autovetture nei tratti piani o in città. Troppo lungo il torneo, troppo importante la posta in palio. Poi, ovviamente, c'è chi ha voluto già mettere in chiaro un paio di cose, come la Francia, che può permettersi di tenere un giocatore dominante in Serie A come Marcus Thuram in panchina e, nonostante quello, tritare avversari emergenti come la Norvegia (la quale ha giocato però in modalità Eco, essendo già qualificata). La sensazione, in definitiva, è che abbia prevalso sinora, da parte di molti, una certa prudenza. Fattori ambientali (il caldo, i lunghi trasferimenti), il conseguente rischio infortuni, il fatto che, da adesso, si comincerà a fare sul serio, col rischio di giocare partite da 120 minuti, hanno forse convinto qualche protagonista a non spingere al massimo. A fare la differenza sono state così le motivazioni di qualche nazionale di medio cabotaggio, mentre hanno lasciato perplessi le prestazioni, per esempio, di Tunisia, Turchia e Uruguay, che nessuno immaginava già ora con le valigie in mano. Sedicesimi, dunque, che offriranno qualche sfida di sicuro interesse (pensiamo a Olanda-Marocco e Portogallo-Croazia: le più incerte, a nostro avviso) e altre con un favorito ma con la necessità di mantenere altissima la concentrazione: parliamo di Germania-Paraguay, Messico-Equador ma, soprattutto, Svizzera-Algeria. Inutile sottolinearlo: a livello di compagini di questa categoria, la Nati ha pescato la peggiore che le potesse capitare. Vladimir Petković in panchina, vale a dire uno che i rossocrociati li conosce benissimo; aggiungiamoci Mohamed Amoura, uno al quale vogliamo un gran bene, ma che, nostro malgrado, dovremo sperare che esca dal campo a testa bassa. Crudele, magari: ma è il calcio. 
(Foto Immagini RSI)