Intendiamoci: non vogliamo passare per quelli del "te
l'avevo detto". Però eravamo certi che Germania e Olanda, pur favorite,
avrebbero avuto qualche problema con Paraguay e Marocco. E, aggiungiamo, tra
Orange e nordafricani, non erano necessariamente i primi a essere favoriti.
Mettiamoci anche le difficoltà del Brasile contro il Giappone, e il quadro è
completo. Certo, la sconfitta germanica al primo ostacolo di medio spessore,
seppure al termine della lotteria dei rigori, lascia perplessi, nonostante il campanello
d'allarme fosse già suonato contro l'Ecuador. Tuttavia, avevamo dato la colpa a
un comprensibile calo di tensione in un torneo dove le partite che contano sono
quelle della fase a eliminazione diretta, nella quale non sono ammessi
errori. Bravi, i sudamericani, a far emergere i limiti di una squadra
dalla retroguardia non impenetrabile e con un attacco talentuoso ma troppo
impegnato, a volte, a guardarsi allo specchio, con quell'autocompiacimento che,
nel calcio, non ha mai portato bene.
Il Marocco, pur pareggiando allo scadere dei tempi
regolamentari, ha dimostrato, ancora una volta, di essere una compagine ostica
e indigesta per tutti. Anche qua, il crudele epilogo dagli undici metri: un
gesto tecnico difficile da allenare, perché le condizioni mentali e di stress
non sono riproducibili nella simulazione, ma che dimostra, appunto, la
maturazione di questa squadra, in grado di reggere queste tensioni. In
definitiva, un segnale al Gotha, presunto o meno, del calcio mondiale.
Il Brasile di Carlo Ancelotti passa invece in rimonta, con
il giapponese Tanaka si è arreso a un rimpallo dal quale è partita l'azione che
ha portato Martinelli a insaccare la rete decisiva. Dopodiché, il primo tempo,
che ha visto gli orientali chiudere in vantaggio, palleggiando allegramente
nella metà campo avversaria, avrà senza dubbio terrorizzato i 200 milioni di
brasiliani davanti alla televisione. Diciamolo: bravo Carletto a indovinare i
cambi, modificando l'inerzia della gara, mentre i giapponesi, nella ripresa,
hanno sofferto il carisma dei quotati verdeoro, abbassando il baricentro e
badando a difendersi, cercando con insistenza i supplementari e, magari, i
rigori, ma evitando di offendere. Buon per il Brasile e per il tecnico ex
Milan, che ora attende la vincente tra Norvegia e Costa d'Avorio.
(Foto Immagini RSI)