Wimbledon è cominciato,
quasi oscurato dal Mondiale, l'attenzione planetaria è rivolta verso
le Americhe. Ma la serata londinese ha visto mettere in atto uno
scontro epico, si sono fronteggiati: Matteo Berrettini, un italiano
forte ma fragile; Stan Wawrinka, uno svizzero campione di stile,
capace di lasciare un'impronta indelebile e non era semplice ai tempi
del grande trio. Hanno dato vita un incontro appassionante,
intenso e drammatico. Hanno disputato ben quattro tie break, il
secondo è finito 18 a 16 per Berrettini, con ben set point
annullati. Perde Wawrinka, è il suo ultimo Wimbledon, la mitica erba
inglese sarà solo un ricordo. Si lascia andare e si fa travolgere
dalle lacrime, il pubblico comprende applaude e gli tributa il giusto
omaggio. Così si accomiata un grande sportivo, ha offerto una
magnifica resistenza, ha profuso le energie che può mettere in campo
un atleta che ha superato i 40 anni. Non è bastato, ma poco importa. La qualità del prode non è l'invulnerabilità ma il coraggio.
(fonte foto: YouTube)