La Francia è
inarrestabile, sciorina un calcio spettacolare ed efficace. È
strapiena di talenti, giovani, forti, tecnici e dotati di una
esplosività travolgente. E ha un formidabile attaccante, si tratta
di un centravanti, uno di quelli che segna a raffica, anche se parte
dall'esterno la porta la centra sempre, i suoi numeri sono
stratosferici, il suo nome è: Mbappé. Eppure è messo in
discussione: via dal Psg e i parigini hanno vinto la Champions; al
Real è stato etichettato come uno spacca-spogliatoio. Ma poi c'è il manto verde, c'è il Mondiale e il giocatore sta mostrando tutta la sua
classe, esaltato da una squadra che pare ingiocabile. Il calcio è
un grandissimo romanzo popolare. La Francia segna il suo terzo gol
agli svedesi, Mbappé va verso il suo allenatore per abbracciarlo, e
Deschamps fa il gesto di inchinarsi. Il tecnico, che è uno di
spessore, che ha straordinarie doti carismatiche, che ha
un'autorevolezza acclarata, ha spiegato che non voleva inchinarsi “a
una superstar”, ma “al suo spirito di sacrificio, alla sua
mentalità e alla responsabilità”. Attitudini che mostra
quando indossa la maglia della Francia. È la forza e la bellezza del football, ci sono i racconti, le narrazioni, le polemiche, le
discussioni, ma poi comanda e decide il campo. Per fortuna.
(fonte foto: YouTube)